Archive for novembre 2008

C’era una volta…

novembre 28, 2008


C’era una volta, e c’è tuttora, il Conte contento. Aveva tutte le buone ragioni del mondo per esserlo, visto che aveva ereditato dalla madre Contessa non solo un bellissimo castello, ma anche una fabbrichetta e dei poteri magici. Con i poteri magici poteva fare cose strabilianti, tipo trasformare pozze piene di acqua piovana in bellissime piscine rivestite di marmi pregiati. Con la fabbrichetta, invece, poteva riempire le casette dei popolani di oggetti inutili, ma utili per riempire vuoti esistenziali, lacune di vario tipo, nonché il suo portafoglio. Aveva infatti alle sue dipendenze quattromila cinesini diligentissimi che, a ritmi serrati e per veramente pochi soldini, modellavano e dipingevano con le loro veloci manine angioletti, orsetti, gattini, tazzine, piattini e quant’altro.

Il Conte contento era effettivamente contento di come stavano andando le cose, quando un bel dì si accorse che nella sua fabbrichetta i ninnoli iniziavano a stare stretti! Il nanetto con il rastrello minacciava di buttare giù dallo scaffale la povera contadinella, il gufetto spingeva la marmotta, l’elefante stava stretto fra la lumachina e la scimmia urlatrice! “Noooooooooo!” Il Conte contento per un attimo non si sentì più contento, bensì angosciato: se fossero caduti, cosa sarebbe stato della sua vita senza i suoi ninnoli? Cosa avrebbe spinto i sudditi-turisti a visitare il suo regno, se non avessero più potuto godere di tali meraviglie che, pur avendo tutte in comune la stessa espressione vacua e perciò famigliare, erano di molteplici forme e colori? Allora un lampo di genio, generato dalla sua bacchetta magica, gli fece tornare l’espressione da Conte contento e, chiamando a sé la sua corte, annunciò in tono solenne che aveva trovato la soluzione al grattacapo: si sarebbe costruita una nuova fabbrichetta, molto più grande dell’attuale, ma soprattutto – dettaglio non insignificante – posta sopra le teste dei suoi adoranti sudditi: sarebbe sorta nel bosco incantato, un luogo selvaggio e incontaminato che, per miracolo, si era fino ad allora sottratto agli attacchi degli orchi. “Urrà!” urlarono all’unisono i componenti della sua corte, convinti che si trattasse dell’ennesima idea, nata, per poi subito morire, dalla noia che affliggeva regolarmente il Conte contento.

Invece, questa volta il Conte contento parve fare sul serio: la sua era diventata una missione, costruire lassù sarebbe stato il coronamento di tutti i suoi sogni, avrebbe fatto di lui il più contento dei Conti contenti! La strada, come d’abitudine, gli sembrava spianata: sarebbe andato dai soliti ricchi possidenti, faccendieri e fattucchieri, e in un battibaleno avrebbe avuto le autorizzazioni per buttare giù alberi e siepi, scacciare fastidiosi animali selvatici e posare la sua prima e sudata pietra.

Ma non aveva fatto i conti con i protettori del bosco, piccoli ma tenaci folletti, che in gran numero osteggiavano questo – a loro dire – delirante progetto. Erano infatti convinti che la natura, gli animali ma, soprattutto, il benessere dei sudditti (già vessati e avvelenati dai fumi che aleggiavano costantemente sulla città) fossero molto più importanti di un, seppur immenso, mucchio di ninnoli e soldi. E allora iniziarono a combattere questa idea, a coinvolgere altri folletti, finché al Conte contento giunse la voce: qualcuno aveva osato mettere in dubbio il suo progetto faraonico. Allora si arrabbiò moltissimo, pestò con il piede per terra e disse: “Se non posso fare di testa mia, me ne vado!”

Accortosi che tale esternazione non aveva provocato nessuna reazione nei sudditi – sudditi sì, ma tutt’altro che sciocchi – corresse il tiro e disse: “Vabbè, resto; ma voglio andare lassù!” I più ossequiosi fra i cortigiani si affrettarono a rassicurarlo: “Ma sì, Conte contento, certo che si può fare, si tratta di un’occasione unica per il nostro regno, d’altronde si costruisce dappertutto, non vediamo perché non si possa lì. E poi cosa contano i folletti, anche se son tanti! Sono nati solo per lavorare, pagare le tasse, pagare i parcheggi e poi morire. Che se ne stiano zitti e ci facciano fare i nostri porci comodi! E poi, cos’è questa novità di voler partecipare alle decisioni che li riguardano?”.

Il Conte contento capì quanto era fortunato ad essere nato Conte, e per di più contento. E così, ancor più contento di prima, si immerse nella sua piscina e sognò il suo nuovo regno incantato, con un milione di sudditi, quelli utili, quelli affetti da sano consumismo, non quelli ingrati e contestatori. Tutti loro si sarebbero inginocchiati davanti alle sue pastorelle asessuate, ai suoi torelli castrati ed alle migliaia di ninnoli – a proposito, non aveva ancora mai pensato alla allegra famigliola dei porci-comodi! – che lui stesso, seduto sul suo trono di ceramica, posto su un’altura tipo torre di Re Laurino, avrebbe ideato per tutti i lunghi anni a venire.

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Balle authunnali…

novembre 28, 2008

Le Stufe….

(tratto da “Thun news – dicembre 2006)

Ma il 2007 sarà anche l’anno di verifica della capacità di penetrazione nel mercato dei paesi di lingua tedesca (si veda pag. 9) e dell’espansione del settore Stufe. Dopo la proposta dello scorso anno delle stufe prefabbricate, quest’inverno sarà la volta delle stufe a pellet (si veda pag. 10).

(da http://www.provincia.bz.it)Nella mattinata di venerdì 6 giugno, si sono incontrati presso l’Assessorato al lavoro le organizzazioni sindacali di categoria, i funzionari della Ripartizione Innovazione, ricerca, sviluppo e cooperazione, nonché la Direttrice del dipartimento lavoro, che ha moderato l’incontro, per discutere ed analizzare le prospettive di mantenimento o cessione della storica Divisione stufe in maiolica della nota azienda altoatesina.

L’Assessorato al lavoro ha diramato oggi una nota nella quale illustra i risultati emersi dal recente incontro tra i rappresentanti sindacali e l’azienda “Thun Spa” in merito alla crisi della Divisione stufe. La nota informa che i rappresentanti aziendali hanno confermato alle organizzazioni sindacali che, nonostante i forti investimenti nell’ultimo biennio e nonostante in 4 anni la divisione abbia aumentato il fatturato addirittura del 10%, a fronte anche di un mercato poco favorevole per le logiche di “dumping” praticate dalla concorrenza, il mantenimento di questo ramo d’azienda diviene giorno dopo giorno poco sostenibile.

“Per questi motivi l’azienda ha deciso di abbandonare la produzione delle stufe, impegnandosi a ricercare eventuali acquirenti

«Il problema—spiega Stefano Schwarze della Cgil — è che la Thun vuol vendere il ramo d’azienda, e non i singoli macchinari, forse per beneficiare di sgravi fiscali. Ma l’azienda, di fatto, non esiste più, visto che a fine agosto abbiamo firmato l’accordo per la messa in mobilità dei 30 perdenti posto».

Il sospetto dei sindacati è che si voglia cedere l’azienda  e al contempo riassumere i dipendenti dalla mobilità, con sgravi contributivi e azzeramento degli scatti aziendali di anzianità. (CorriereAA)

(DA Thun news – dicembre 2006): A fronte dell’ulteriore aumento programmato del numero dei collaboratori della THUN SpA – che passeranno da 251 – a fine novembre 2006 – a 288 nel corso del 2007, il prossimo anno vede anche la necessità di creare ulteriori uffici nella sede di Bolzano, in attesa di poter definire diverse soluzioni che si stanno vagliando per il prossimo futuro

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Le foreste…

Con Thun un progetto di conservazione delle foreste

I progetti “Il Bosco di Thun” e “Salva la linee” nascono dalla grande passione che la famiglia Thun ha da sempre per i tesori della natura. L’azienda riconosce che il bosco e i suoi animali rappresentano una risorsa fondamentale come elemento regolatore del clima e per la vita dell’uomo. Thun intende quindi trasmettere questa consapevolezza e tramandare alle generazioni future il valore di un patrimonio incalcolabile. Nel 2001 l’Azienda lancia “gli animali del bosco”, una nuova linea di teneri animaletti in ceramica dipinta a mano, decidendo di devolvere parte dei ricavi delle vendite alla tutela di aree boschive in Italia e Austria e alla tutela degli animali che le abitano. Per questi progetti Thun ha ottenuto il patrocinio della Federazione Italiana Parchi e Riserve Naturali, che ha supportato l’Azienda nell’individuazione delle aree incontaminate per preservarne lo sviluppo spontaneo, e di Rete Alpina/scalp per la tutela della lince nell’arco alpino. L’iniziativa ha riscosso da subito un grande successo. Nel 2002, grazie agli amanti del Mondo Thun, l’Azienda ha venduto quasi 100.000 animaletti del bosco e ha devoluto più di 42.000 euro. Nel 2003, invece, la collezione si è ulteriormente arricchita e Thun ha raccolto e devoluto altri 60.800 a cui si aggiungeranno i fondi del 2004 per un totale sui tre anni pari a 183.000 euro. Grazie quindi al contributo degli amici di Thun e all’aiuto di Federparchi, l’Azienda ha istituito nel 2001 una riserva forestale sul Monte Sabbionare nel comune di Terres e un percorso didattico autoguidato in Val Algone, entrambi all’interno del Parco Adamello Brenta. Il secondo intervento del progetto “Il Bosco di Thun” ha coinvolto il parco austriaco di Kalkalpen: dal 2002 Thun sostiene, infatti la strutturazione di un percorso informativo per dare la possibilità ai visitatori di ammirare il bosco selvatico e la dinamica della foresta. Infine, nel 2003, è partita la collaborazione con Scalp e Rete Alpina per la tutela e lo studio della lince ricomparsa da poco nell’arco alpino ed in particolare in Italia nella zona di Tarvisio. La cura nella realizzazione delle proprie creazioni e l’amore per l’ambiente che ci circonda fanno di Thun un’Azienda leader nel settore, che opera attingendo dalla tradizione ma rivolta verso il nuovo, che ha trovato la formula e il segreto del successo nel lavorare per arrecare gioia a sé stessi e agli altri. (Marketpress)

http://www.parks.it/ilgiornaledeiparchi/2004-05/rassegna.stampa/25.html

Tutelano i boschi e le foreste in giro per l’Italia e l’Austria, va benissimo! Ma perché a Bolzano vogliono invece distruggere ettari di foresta con la conseguente sparizione di molte specie animali, anche protette?

“Nel 2001 l’Azienda lancia “gli animali del bosco”, una nuova linea di teneri animaletti in ceramica dipinta a mano, decidendo di devolvere parte dei ricavi delle vendite alla tutela di aree boschive in Italia e Austria e alla tutela degli animali che le abitano….”

1. Settembre 2008: data prevista per l’apertura alla caccia alla marmotta con uccisione di 2000 marmotte. Il WWF insieme ad altre associazioni ambientaliste riesce a ricorrere al

TAR e bloccare così la caccia. La Thun dov’era?

"Aspettavo voi..."

Le vasche…

“Ma guardi, non è una piscina…non sono né appassionato di nuoto né, tanto meno, amante delle piscine…” (Peter Thun sull’alto Adige del 10 ottobre 2008)

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Otto, Mario & me

novembre 27, 2008

Otto Normalverbraucher in Germania è un po’il Mario Rossi italico, il cittadino medio insomma, quello che compra determinati articoli, mangia determinati cibi, sceglie luoghi di vacanza ben precisi ecc. Io sono un po’ l’Otto-Mario per ciò che riguarda la politica: la seguo un po’, ci capisco un po’ meno, mi stupisco parecchio. Ora, quando leggo determinate notizie (cito l’Alto Adige di oggi, 04.11.):

La cantina di Gries va a San Maurizio

La Provincia ha inserito d’ufficio una zona produttiva ad hoc nel Puc

BOLZANO. Per accelerare le procedure hanno saltato il Comune e si sono rivolti direttamente alla Provincia, ottenendo il cambio di destinazione di un’area in zona San Maurizio da boschiva in produttiva: ciò consentirà il trasferimento della cantina di Gries. La delibera è stata approvata ieri dalla giunta provinciale. (…) Gli appartamenti lì verranno venduti a peso d’oro.
Si tratta di un’operazione fortemente osteggiata da residenti e associazioni ambientaliste che vorrebbero che non si toccasse nulla…

…io, Otto-Mario cosa capisco? Capisco che c’è una cosa chiamata Puc, che dovrebbe cioè dare un senso alla città, alle varie zone, che dovrebbe regolare dove si costruisce e dove invece no. Capisco che c’è un Comune che dovrebbe avere voce in determinate decisioni che riguardano ciò che succede su suolo comunale. Capisco che c’è una Provincia che se ne frega di Puc, Comune ed opinione pubblica, che in barba a leggi e tutele cambia, costruisce, distrugge, disbosca, vende e svende, e che altro non aspettava che passassero le elezioni per continuare questi giochini di potere, questo sbattere in faccia a noi Otto-Mario il loro assoluto ed inattaccabile potere. Alla faccia dei voti persi, del fatto che migliaia di elettori non hanno più fiducia nel loro operato, loro cosa fanno? Analisi ed ancora analisi sul perché i voti sono andati a destra: sarà che abbiamo sbagliato campagna elettorale, i candidati non erano abbastanza prestanti, la pubblicità elettorale troppo poco aggressiva? Nessuno ha ammesso ciò che è evidente a tutti (tranne a loro – a quanto pare):  che la gente è stufa di essere scavalcata , ignorata, presa in giro e mai ascoltata, che gli interessi economici sono più importanti degli interessi della collettività, che i pochi con i soldi in tasca hanno più peso della stragrande maggioranza della popolazione.

Tremo per il Virgolo, anche li ci sono gli stessi interessi dietro, al posto degli appartamenti ci sono in ballo un Thuniversum, albergo, centro congressi, ecc, le solite cose che non servono alla collettività ma portano un sacco di  $, di conseguenza sale il Pil …alla faccia del Puc. Gulp!

Dove gli angeli imparano a nuotare…

novembre 27, 2008

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Se a Bolzano gli angeli imparano a volare, per imparare a stare a galla devono spostarsi a Settequercie, anzi volare un pò sopra l’abitato dove c’è la bellissima vasca Thun.

Certo,  loro preferirebbero volare sul Virgolo – ovviamente previa eliminazione dei vari ostacoli li presenti, vedi alberi (puah!), edifici storici (uffff…), animali selvatici (che palle!) che potrebbero intralciare il loro allegro svolazzare, il loro spiccare il volo verso nuovi mercati, sempre più in alto, seguendo le curve di vendita che salgono, salgono, salgono a livelli celestiali.

Per intanto devono accontentarsi di planare in zona industriale, dove hanno un bel posticino tutto per loro, ma purtroppo qualcuno ha deciso che li non va bene, non è abbastanza esclusivo, che per degli angeli che si rispettino ci vorrebbe un luogo più in vista, che sovvrasti la città che ha dato loro i natali, un luogo che diventi simbolo di questa città, che attragga i turisti vogliosi di shopping cino-tirolese fino in centro città e da lì su, su, su fino al Virgolo, dove potrebbero a loro volta guardare in basso sulla città che ha dato i natali ai loro oggetti del desiderio.

Poveri angeli! Loro ancora non lo sanno che il loro volo finirà in una vetrinetta, vicino alla Torre di Pisa, alla lampada-gondola ed alla bomboniera di zia Caterina!

Lunga vita agli assessori!

novembre 27, 2008

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Mesi fa, durante la manifestazione “Vivicittà” ho avuto il piacere di superare (e con me mia figlia di 6 anni, il che la dice lunga sulla sua forma fisica) un trotterelante Sindaco Spagnolli e la galloppante – non ancora assessora (ma già in odore di) – Chiara Pasquali. Arrivati al traguardo, dopo esserci dissetati (acqua io, Verduzzo lui) ho attaccato bottone con i due rappresentanti politici ed ovviamente ho portato il tema sul Virgolo. Ricordo ancora con stupore le argomentazioni dell’illustre sindaco il quale mi spiegava in modo esauriente che il “Hopfen-Flaumen-Buchen-Wald, come lo è appunto il bosco del Virgolo, andava tagliato “ogni tot di anni per consentirgli di ricrescere in modo vigoroso e sano”. Alle mie perplessità sul fatto che ricoprire il suolo con cemento armato non era proprio un modo per fare ricrescere un bosco “sano e rigoglioso” lui si è un pò stizzito, e non volendo più discutere con una che di flora non ci capiva  come lui, gli è venuta in aiuto la non-ancora-ma quasi-Assessora Pasquali, la quale a sua volta mi ha spiegato le buone ragioni di un progetto Thun  sul Virgolo (“oppure i soldi per rivalutarlo ce li metti tu?”). Visto che non riuscivo a seguire determinati ragionamenti ho lasciato perdere, pensando che tanto, una che fa certe affermazioni non la avrebbero di certo fatta Assessora! Invece Dio c’è e ce lo dimostra spesso nei momenti e modi sbagliati e chi ti ritrovi comodamente appoialata sulla poltrona dell’Assessorato all’Urbansitica? Lei!

Poco prima dell’ennesimo miracolo alla Sudtirolese, in un’intervista in cui il giornalista le chiedeva se non c’era il pericolo di un conflitto di interessi, lei ha affermato che no, non c’era nessun conflitto di interessi, che “anche lei come Bassetti è architetto e la cosa, se diventasse assessore, si potrebbe risolvere come aveva fatto appunto Bassetti, chiudendo lo studio. Ma in questo caso dello studio fa parte anche il marito, Marco Gasca Queirazza, pure architetto; e titolare di un altro studio di ingegneria è il fratello Federico.  Addirittura c’è chi ricorda che l’architetto Gasca Queirazza ha contribuito alla progettazione del centro Thun di Mantova; mentre l’ingegner Federico Pasquali ha messo a punto lo studio di fattibilità per il «Regno degli angioletti» al Virgolo.  «E questo – dice Pasquali – cosa significa? Sono dei professionisti che hanno ottenuto incarichi dai privati. Mi sembra normale».  Ma in questo caso è Thun che ha grandi progetti per il Virgolo, sui quali come giunta vi dovrete esprimere.  «Non solo su Thun dovremo esprimerci. In ogni caso, contrariamente a quanto detto e scritto, non c’è alcuno scontro tra me e il sindaco per l’urbanistica».

Se questo è considerato negativamente, allora è giusto che la competenza venga data a qualcun altro. Magari ad un idraulico. Così non si corrono rischi».

A parte che – al contrario della Pasquali – io preferirei l’idraulico, questo post era anche per commentare l’ultima proposta fatta dalla Assessora in questione, e cioè “Oltrisarco 2”. Visto il livello delle sparate mi vien da pensare che prenda ispirazione da colui che ha pensato “Milano 2”. Allora io avrei questa proposta da inoltrare e fare approvare: propongo che gli Assessori all’Urbanistica (e discendenti) debbano trasferirsi e vivere D’UFFICIO nelle nuove aree pensate e progettate da loro! Un bell’appartemento in zona industriale per la Signora Pasquali e famiglia, con vista sull’autostrada e ferrovia (fumi permettendo) per godersi in pieno e ricordarsi ogni mattina al risveglio della buonissima idea che ha avuto quel giorno! Lunga vita!

Domus Thun

novembre 27, 2008

Von Bozen nach Meran fahrend, hat sich in letzter Zeit schon macher so gefragt, was es mit dem sich im Bau befindlichen Gebäude über Siebeneich in sich haben könnte. Die Art, wie ein Stück Berg abgetragen wurde, wie ein großer Teil Wald gerodet wurde, wie mit massivem Einsatz von Beton und Glas gebaut wird, lassen alle Fragen schnell zum Nenner kommen: Peter Thun baut sich dort oben, über den Köpfen des Volkes, seine Domus Aurea, sein neues Domizil…natürlich wieder einmal vom Bruder Matteo geplant.

Wie der Bürgermeister von Terlan Klaus Runer gleich richtiggestellt hat, handelt es sich hierbei um ein (ich übersetze das Zitat in der heutigen Alto Adige): “interessantes Werk, sowohl in architektonischer als auch in künstlerischer Hinsicht, wenn auch der Eindruck von der Straße aus nicht gerade “minimal” ist! Die Villa soll nach Bauende sowieso unter Pflanzen versteckt werden, sie wird in einem “Pergola-Stil” (?) gebaut und somit von Weinpergeln umgeben werden…..

La maggior parte della superficie era occupata da giardini, con padiglioni per feste o di soggiorno. Al centro dei giardini, che comprendevano boschi e vigne, nella piccola valle tra i tre colli, esisteva un laghetto, in parte artificiale…..(Auszug aus Wikipedia “Domus Aurea”).

Der respektlose Umgang mit der Natur, die prägnante Art der Eigendarstellung, lassen uns vorausahnen, was uns am Virgl erwarten sollte, falls das Projekt der Firma Thun genehmigt werden sollte.

Wir können uns aber mittlerweile mit den Worten unseres Bürgermeisters Luigi Spagnolli trösten, der uns die Augen darüber geöffnet hat, daß es in der Realität kein “Happy End” gibt (sich auf die Erschiessung des Hirsches beziehend)….dann wird es wohl auch keinen “Märchenhügel” über unseren Köpfen geben, oder?

Domus Thun

novembre 27, 2008

Domus Aurea - Roma

Domus Aurea - Roma

“Bene! Finalmente posso cominciare a vivere come un essere umano”
(Nerone, entrando per la prima volta nella sua Domus Aurea)

Viaggiando da Bolzano verso Merano, negli ultimi tempi si nota, sopra l’abitato di Terlano, un edificio in fase di costruzione. Lo stile con cui si è intervenuto nella natura, tagliando alberi e sbancando un pezzo di montagna, per costruire con grande impiego  di cemento e vetro non lascia molti dubbi: Peter Thun sta costruendo , sopra le
teste di noi citadini , la sua nuova Domus Aurea, il suo nuovo domicilio…ovviamente progettato da suo fratello Matteo!
Come il sindaco, nonchè assessore all’urbanistica di Terlano, ha subito precisato: “si tratta di un’opere molto interessante, da un punto di vista architettonico e artistico, anche se l’impatto paesaggistico, specie la strada, non è certo piccolo”. E poi, alla fine dei lavori, da sotto non si vedrà più nulla: verde sopra, sotto, ai lati, e vigne, davanti, dietro. Infatti, la villa, si sta realizzando in “stile pergola” (?)….

“La maggior parte della superficie era occupata da giardini, con padiglioni per feste o di soggiorno. Al centro dei giardini, che comprendevano boschi e vigne, nella piccola valle tra i tre colli, esisteva un laghetto, in parte artificiale…..”(tratto da Wikipedia “Domus Aurea”).

Il poco rispetto per la natura, il modo arrogante di proporsi all’ambiente circostante, ci lasciano presagire ciò che ci aspetta, se il progetto di Thun sul Virgolo dovesse venire approvato. Nel frattempo possiamo consolarci con le parole del nostro sindaco Luigi Spagnoli, che – riferendosi all’uccisione del cervo – ci ha dato una perla di saggezza: il lieto fine nella realtà non esiste! Allora confidiamo nel fatto che nemmeno la “collina delle fiabe” sopre le nostre teste potrà esistere!

Macchè piscina! – Pack die Badehose ein!

novembre 27, 2008

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Marmo? Macchè! “Si tratta di semplice pietra. Un materiale in grado di impedire la formazione di alghe…Questioni estetiche”.

Maligni! Siamo una banda di vipere maligne, nient’altro! Il Conte vuole farsi una vasca per attingervi in caso di incendio e salvare così preziose vite umane – e noi? Subito a dargli contro! A pensare che forse, si insomma, potrebbe trattarsi di una piscina, solo perchè ha la scalinata, la seduta, faretti e filtri vari! Insomma, pur sempre di un Conte stiamo parlando, volete mica che abbia una vasca rivestita in materiale plastico ed antiestetico, brutta a vedersi? E poi lui la differenza tra una vasca ed una piscina nemmeno la conosce, come lui stesso dichiara nel articolo pubblicato dall’Alto Adige di oggi:”stabilire cosa sia un serbatoio e cosa una piscina è molto soggettivo…”

Volete mica che chi si occuperà della manutenzione della “vasca” vi acceda tramite una scaletta, magari pericolante? Eh no, il committente ha previsto massimi sistemi di sicurezza: una bella scalinata, ed in caso di stanchezza durante i lavori, una comoda seduta in fondo alla vasca. Se poi i lavori di pulizia e manutenzione dovessero essere svolti di notte, ecco che si accendono i faretti! La vista sulla valle sottostante è ovviamente e puramente casuale!

Maligni! Se poi un giorno, durante dei regolari (nonchè rari…) controlli dovessero trovarvi dentro delle persone in costume da bagno, con in mano flûte di champagne e magari un canapé…volete mica che i manutentori soffrano la fame e la sete????

P.s. Le foto che hanno dato il via all’inchiesta le abbiamo avute anche noi; le pubblichiamo affinchè ognuno possa decidere

cosa sia una vasca …

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…e cosa una piscina!

novembre 27, 2008

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Il bello di questa città è che non smette mai di stupirmi: rane che scandalizzano, cervi che crepano, marmotte che tremano, Omnibus che passano e autobus che protestano, finalmente qualcuno si ricorda che, ehi, in questa città ci sono anche degli abitanti, perdio! E insomma, a forza di costruire, raccomandare, inquinare, scavare, inaugurare, può succedere che ci si dimentichi della plebe, ops, popolazione, che chiede spazi verdi in cui rotolarsi nell’erba, giocare, riposare, amoreggiare, e fare altre cose deplorevoli!
E allora ecco finalmente una proposta intelligente: “Un nuovo parco per la città!” Oh là! Ci voleva! Ovviamente verrà creato “in città”, appunto, comodamente raggiungibile a piedi, in bicicletta, con i mezzi pubblici, uno pensa! Un posto dove respirare aria un po’meno satura di gas vari, insomma. Illusi! Dopo aver scartato l’ideona del predecessore di creare un’area ricreativa per i bolzanini sulle fumanti colline della discarica di Castel Firmiano – opportunamente coperte con un morbido manto erboso – l’assessore al patrimonio Sandro Repetto non ha voluto essere da meno ed ha avuto un’idea altrettanto brillante: un parco per la città nell’area del maneggio – quello a bolzano sud, per intenderci – incastonato tra l’aeroporto (in attesa di ingrandirsi), l’inceneritore (in attesa di costruirsi), la zona industriale (in attesa di espandersi proprio verso quella parte), la linea ferroviaria da una, l’autostrada dall’altra. Il comune ha infatti acquistato l’area in questione (da chi non è lasciato intenderci) ed ora ha grandi progetti. Ma come, il comune non ha soldi, il Sindaco non si stufa mai di ripeterlo, come ha fatto a trovarli per acquistare quei quattro ettari????
Allora, fatemi capire, che sono un po’ confusa: attaccato alla zona industriale, sorvolato da aerei, affumicato dal “termovalorizzatore”, con il rumore dell’ autrostrada da una e del treno dall’altra, qui il bolzanino dovrebbe rilassarsi e svagarsi. In un luogo come il Virgolo invece, nel cuore della città, immerso nel silenzio, raggiungibile a piedi, ricoperto di foresta lussureggiante dovrebbe venire costruita un’azienda che dovrebbe stare in zona industriale…
L’unico concetto ragionevole che ho colto è stato quello di voler dedicare uno spazio alla “pet therapy”….ma scusatemi se sono scettica: sarà fruibile per noi bolzanini esauriti e confusi dalla politica o sarà una soluzione ad hoc per farsi rimborsare le lezioni di equitazione dei pargoli dalla mutua??? Dubitate gente, dubitate!

Monopolio Monopoli

novembre 27, 2008

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Tutti dovrebbero avere in casa uno scatolone contenente il buon vecchio Monopoli! Io da piccola ce l’avevo e mi ha aiutata a sconfiggere la noia di molte ore, anzi giornate piovose. Giornate in cui vendevo Vicolo Stretto per comperarmi il Parco Vittoria, anelavo al Posteggio Gratuito ma spesso finivo in Prigione senza nemmeno passare dal Via! A pensarci bene, il Monopoli è una metafora della vita a Bolzano: i posteggi gratuiti non ci sono quasi più (ma le macchina continuano ad aumentare), le carceri sono sempre sovraffollate, è tutto un comperare, vendere, racimolare terreni, edifici, parchi, per edificarvi sopra di tutto e di più e fare pagare salatamene chi vi staziona sopra!

Se però i nostri amministratori in giovane età avessero giocato più a Monopoli e meno a nascondino o a ruba-bandiera, secondo me tutti questi meccanismi funzionerebbero meglio: nessuno comprerebbe una area verde protetta (tipo il Virgolo) per milioni di euro ben sapendo che tanto non c’è un gran passaggio e che perciò l’investimento non può fruttare, a meno che non ci sia chi può cambiare le carte in tavola, aggiungere un Incognita tipo “Cambia la destinazione d’uso in interesse provinciale” oppure “Metti al posto giusto la persona sbagliata”.

Se, per esempio, un sindaco avesse qualche nozione di Monopoli, avrebbe fatto acquistare dal Comune l’area prima di altri speculatori, per meno soldi, certamente, e l’avrebbe “regalata” alla sua città, il cui benessere dovrebbe essere per lui al primo posto in assoluto, come area ricreativa, per esempio.

Nessun giocatore sensato avrebbe mai acquistato un area di 4 ettari completamente decentralizzata ed inquinata da più fonti per farne un “Parco Pubblico” e nessuno penserebbe mai di dire “Hai un Vicolo Corto ed un Vicolo Stretto in un posto fuori mano? Bene, li mettiamo insieme e ti faccio edificare un Largo Augusto sui pendii nel posto più esclusivo di Bolzano!” Mah, le regole non erano mica così, se ricordo bene!

Il giocatore onesto che pensa in termini lungimiranti ed intelligenti, invece, avendo un area centrale da vendere per 30 milioni di euro da una parte ed un imprenditore che vorrebbe espandersi in un luogo più esclusivo dalla zona industriale dall’altra, farebbe due più due e proporrebbe all’imprenditore l’area di cui sopra (il famoso “terzo palazzone” in Via Alto Adige!), un luogo centrale e con un grandissimo passaggio di turisti, e con i soldi guadagnati (30 mio!), oltre ad adempiere ai vari doveri, acquisterebbe l’area del Virgolo dalla Holding che ne è unica proprietaria e la destinerebbe ad uso pubblico, regalando alla città ed ai numerosi turisti che la popolano un’area verde a due passi dal centro.

Il giocatore che facesse costruire un edificio ad uso commerciale in una delle poche aree verdi disponibili, spendendoci molti soldi dei contribuenti per partecipare – alla costruzione prima e gestione dopo – di un albergo e di un centro congressuale destinati a diventare l’ennesimo buco da risanare, che facesse costruire un centro di guida sicura in un biotopo per poi non riuscire a fare quadrare il bilancio e che poi dovesse “svenderlo” per gare di Go-Karts ed altro, che permettesse un aeroporto dove non ce n’era bisogno e non ammettesse i propri errori, sarebbe destinato a perdere ed ad uscire dal gioco, a testa bassa!

Giochiamo?