Archive for dicembre 2008

Auguri!

dicembre 30, 2008

Quest’anno, il primo anno in cui faccio gli auguri dalle pagine di un blog, voglio fare gli auguri a chi ha perso la testa, categoria che da Gaza al Virgolo comprende una miriade di persone.
Auguri, sperando che possiate ritrovarla!

angelo-caduto1

Sega selvaggia colpisce ancora

dicembre 25, 2008
Il cedro...con il solito nonnino che osserva a braccia conserte...

Il cedro...con il solito nonnino che osserva a braccia conserte...

Gigi, vedendo arrivare inesorabile la fine della sua era politica e volendo – come altri prima di lui – lasciare un segno del suo passaggio nella politica locale – ma non avendo compiuto nessuna opera memorabile negli anni del suo regno – ha pensato di lasciare un segno tutto suo, un segno che lo faccia ricordare a noi, ad alle generazioni venture, ogni qualvolta che alzando gli occhi al cielo non vedremo più verdi chiome rigogliose, ogni qualvolta che intorno a noi vedremo solo un paesaggio grigio e monotono, ogni qualvolta che d’estate cercheremo un po’ d’ombra per refrigerarci, ogni qualvolta che la bronchite cronica ci scuoterà di notte, ogni qualvolta che il nostro cane non saprà dove pisciare, ecco, allora noi penseremo a Gigi-sega-selvaggia che con la scusa delle 2 (due!) nevicate ha colto l’occasione al volo ed ha dato ordine di tagliare, tagliare, tagliare tutto ciò che è verde e naturale in questa città.
Ecco allora cadere sotto il suo volere Cedri di tutte le misure, alberi di vario genere ed interi viali alberati.
L’ultimo scempio è il taglio di uno dei grandi e vecchi Cedri Atlantici a sud di Ponte Roma, quelli nella vicinanza dei cavalli di bronzo, per intenderci. Passando per di li oggi si è potuto notare lo scempio perpetuato dalla ditta incaricata della “potatura” e “messa in sicurezza” degli alberi cittadini! Una tristezza infinita per chi, come me, a quel luogo ha legato ricordi d’infanzia, per chi, come molti anziani, si ritrovavano sotto a quel cedro per giocare a carte, per chi, come le badanti moldave, si ritrovava li per sfuggire per qualche ora alla malinconia del loro lavoro, per chi ama il verde. Una vergogna per i suoi abitanti, visto che gli alberi sono fonte di O2 e ci aiutano perciò a rendere più respirabile l’aria malsana che ci circonda ma soprattutto una vergogna per un sindaco con un passato di direttore di un parco naturale e figlio di un ex-direttore della giardineria comunale!
“Per la salvaguardia della popolazione”, perché “vecchi e pericolosi” perché “malati”, perché “d’intralcio”: queste alcune delle mille motivazioni che Gigi tira fuori come assi dalla manica ogni qualvolta interpellato in merito.
Caro Gigi-sega-selvaggia, se questi requisiti fossero applicati anche alla politica locale, sai che strage….

Bio(miga)massa?!

dicembre 15, 2008

olio

Visto che i prefissi “Bio” ed “Eco” sono di gran moda e si vendono bene, ecco che tutto diventa tale: abitare “Bio”, mangiare “Bio”, fare le “eco”-vacanze, sciare sulla “eco”-neve…ed allora poteva mancare la “Biomassa”? La gente ha una buona opinione del “bio”. I bio-carburanti non sono “bio” come le patate, sono bio in quanto prodotti da materia vivente, non fossile.
Per chi volesse rinfrescarsi la memoria sul tema: Le fonti di energia da biomassa sono costituite dalle sostanze di origine animale e vegetale, non fossili, che possono essere usate come combustibili per la produzione di energia. La palma da olio ha un rendimento energetico superiore a ogni altra specie vegetale usata per produrre olii e questo ne fa una derrata privilegiata nel mercato dei biocarburanti. Se ne fanno anche saponi (palmolive, tanto per fare un nome – la Unilever consuma 1,5 Milioni di tonnellate di olio di palma all’anno) e le multinazionali quale Nestlè e Ferrero ne usano grandi quantità per i loro prodotti (e qui bisognerebbe aprire un capitolo sulla presunta nocività per la salute di quest’olio, ma il tempo fugge e non voglio perdere il filo, pardon, l’alone del discorso).
Questo per introdurre un tema scottante, anzi direi di “bruciante” attualità, visto che la nostra Provincia, non contenta di aver appena dato il via ai lavori per il nuovo inceneritore, pardon “Termovalorizzatore”che brucierà tantissimi rifiuti (130.000 tonnellate/anno) invece di cambiare politica e gestione di quest’ultimi, costerà parecchio in termini di soldi (100 Milioni) e molto di più in termini di salute (diossina, benzene, polveri sottili e chissà cos’altro!) vorrebbe sfruttare la nuova centrale a biomassa di Oristano in Sardegna.
In questi giorni si è aperto un dibattito che coinvolge l’amministratore delegato dell’azienda energetica, tale Pietro Calò, che dovendosi difendere da attacchi sulla sua presunta mancanza di sensibilità etica ed ambientalista oggi, lunedì, 15.12.2008 tuona dalle pagine dell’Alto Adige:
«La polemica sulle centrali a biomassa alimentate a olio di palma è solo strumentale». E – per gettare OLIO SULLE FIAMME – aggiunge: “«Non acquisteremo nessuna piantagione in Mozambico o altrove, ma compreremo l’olio di palma alla borsa di Rotterdam, dove si svolgono le contrattazioni internazionali per questo tipo di prodotto». Come per dire: “Viene da Rotterdam – li probabilmente cresce sugli alberi, mica danneggiamo l’ambiente, noi!”
Vi riassumo qui di seguito alcune informazioni sulla produzione dell’olio di palma:

Oltre l’80% della produzione mondiale proviene da Malesia e Indonesia. La prima già da anni ha convertito gran parte del proprio patrimonio boschivo in piantagioni, ma la seconda ha ora superato il proprio concorrente asiatico. A farne le spese sono le preziose foreste tropicali. Dal 1985 la superficie delle piantagioni di palme da olio in Indonesia è oltre decuplicata. Un trend destinato a continuare. Per il 2008 erano stati preventivati 20 Milioni di ettari di foresta da trasformare in piantagioni di palme – un territorio grande come la totalità delle foreste Indonesiane non ancora sfruttate o come cinque volte la superficie della Svizzera! Anche altri Stati dei tropici, come la Papua Nuova Guinea o la Colombia, creano nuove piantagioni per approfittare del boom registrato dall’olio di palma. palmoel-entwicklung1Il disboscamento selvaggio e gli incendi appiccati per dissodare i terreni e dare spazio alle coltivazioni di palme da olio sprigionano nell’aria ingenti quantitativi di gas serra, come il biossido di carbonio. foresta-bruciata
In numerosi Paesi in via di sviluppo, lo scempio delle foreste è il principale responsabile delle emissioni di gas serra: l’Indonesia è attualmente il terzo produttore di CO2 del pianeta. Dal momento che l’olio di palma e di soia possono essere utilizzati anche come biocarburanti (biodiesel), c’è il pericolo che la domanda di queste sostanze subisca un ulteriore incremento. Ciò darebbe vita a un circolo vizioso: aumenterebbero i roghi delle foreste, con la conseguente, possibile scomparsa di numerosi habitat naturali di piante e animali. La produzione di biocarburanti fomenta inoltre il conflitto globale per l’accaparramento delle risorse alimentari di base come il mais, la soia, la canna da zucchero o l’olio di palma. Si registra un’esplosione dei prezzi che comporterà soprattutto per i Paesi in via di sviluppo conseguenze gravose nel breve periodo.

Parliamo poi degli orangotango, pacifici abitanti delle foreste di Sumatra e del Borneo, minacciato dalla perdita del suo habitat a causa della vendita legale e illegale del legno e dell’olio di palma. La popolazione degli orangotango – che tra l’altro sono stati inseriti nella lista rossa del WWF degli animali a rischio di estinzione – viene stimata in 70000 esemplari. Il povero orangotango, che si vede diminuire velocemente il suo habitat naturale, per trovare cibo è costretto ad avventurarsi nelle piantagioni. Li è facile preda e la sua fine è spesso atroce, tra torture e mutilazioni. Sicuramente questa coltivazione intensiva ha effetti anche sulla popolazione del luogo, immagino mano d’opera a basso costo e senza appoggio sindacale; purtroppo non ho trovato nulla in tal senso, ma se l’argomento interessa posso indagare…

Chi è arrivato fin qui e ne volesse sapere ancora, può confrontarsi con un grafico che mostra come le azioni della ASTRA AGRO, il maggior detentore di piantagioni di olio da palma in Indonesia, sono salite nel corso degli ultimi 4 anni: Anche per chi – come me – non ci capisce molto di economia – il trend in salita è visibile a colpo d’occhio e perciò è facilmente comprensibile che si tratta di un grandissimo BUSINESS!grafico

In barba a tutte queste problematiche, i nostri consiglieri ed assessori non sembrano preoccuparsi più di tanto su cosa comporterà una scelta di tale portata: l’assessore comunale Moroder chiede al Sindaco di valutare le “questioni etiche ed ambientali”, l’assessore Repetto è più che altro infastidito da questi “scontri” tra Sel ed Ae…l’unico che prende una posizione chiara e lineare è lui:orago

l’orangotango!

Per saperne di più:

http://www.faszination-regenwald.de/info-center/zerstoerung/palmoel.htm,

Caro turista,

dicembre 14, 2008

sardina

tu che (probabilmente per sbaglio, googlando la parola Thun – come spesso succede e non chiedetemi perchè…)  finisci sul mio blog – già che sei qui, leggiti questo post – tratto dal sito  www.ambientesalute.org e rifletti sulla tua “gitarella”, che oltre ad essere inutile da un punto di vista culturale, dannosa da un punto di vista psico-fisico-ambientale nonchè relazionale, è soprattutto una crudeltà verso i tuoi figli, che avrebbero preferito starsene al parco giochi sotto casa o magari davanti alla Play Station ma che hanno dovuto seguirvi in questo viaggio delirante:

http://www.ambientesalute.org/index.php?option=com_content&view=article&id=977%3Anon-vi-inducete-in-tentazione&catid=73%3Amobilita-urbana&Itemid=170〈

Questo racconto, oltre ad avermi fatta scompisciare dalle risate, mi ha fatto rivivere – con una certa sensazione di ansia – sensazioni e ricordi infantili, di quando anche la mia famiglia si sobbarcava ore ed ore di auto o treno per raggiungere mete affollate, lontante, care ed infine deludenti! Che palle…di natale, of course!

Esci da questo corpo, Gigi!

dicembre 11, 2008

images Lo Spirito di Natale dev’essersi impossessato di Gigi! Non voglio approfondire come abbia fatto, cioè da che parte sia entrato o come, fatto sta che ultimamente Gigi è diventato più buono, ha assunto comportamenti quasi umani, e questo me lo fa sentire più vicino, spiritualmente intendo, perchè fisicamente ci tengo a mantenere una certa distanza…

Insomma,  in questa fase di buonismo sfrenato ha voluto rallegrare la vita ai pendolari ed a chi ha la sfortuna di dover transitare per quel girone infernale che è la rotonda antistante la stazione di Bolzano. Con un occhio di riguardo alle fascia femminile – che si sa è in perenne lotta con i chili in più – ha piazzato un gruppetto di obesi-sofferenti-dall’espressione ebete all’uscita della stazione per far si che chi li veda si rallegri l’anima pensando: “C’è chi sta ben peggio! Grassi, con l’espressione da deficienti ed esposti per settimane allo smog del centro…”

Ha rallegrato la vita agli scolaretti di Bolzano che questa volta hanno evitato ore di attesa al freddo e gelo (anche se fa molto folklore natalizio…) per prendere un autobus; ore di supplizio in macchina con genitori infervorati e vicini alla crisi di nervi perché bloccati per ore in mezzo al traffico, ore di camminate e scivolate sui marciapiedi innevati per raggiungere la scuola e magari anche qualche ora di interrogazione…

Ha rallegrato la vita agli abitanti di Aslago (tra cui mi annovero con orgoglio) a cui ha spiegato – senza usare inutili ed eleganti giri di parole – che il Citybus se lo scordano, perché hanno la fortuna di abitare in un luogo meraviglioso, si arido in estate ed umido in inverno, con una pendenza media del 75 %, senza negozi alimentari e studi medici, con un età media vicino ai 100, difficile da raggiungere in estate, figuriamoci d’inverno con la neve o il ghiaccio, ma vicino alla natura incontaminata del Virgolo (che se Gigi non fosse diventato improvvisamente buono avrebbe chiamato “luogo degradato e difficilmente raggiungibile”, come usa di solito chiamarlo). E allora? Godetevi questo luogo incantevole! La spesa? Ma se avete vicino un bosco pieno di flora e fauna unica nel suo genere, usate quella per sopravvivere all’ inverno, no?

Gigi, tu che ci rallegri le giornate, quando inizierai a fare sul serio?

E adesso voglio il Würstel, Gigi!

dicembre 6, 2008

Premetto che non ho nulla di personale contro la Thun. Fino ad un po’ di tempo fa convivevo pacificamente con la fabbrica di sogni, anzi, ammetto pure che una volta ho passato una buona mezz’ora seduta sulla poltrona all’entrata del Thuniversum a guardare – in compagnia di un’allibita figliola – gli angeli che sorvolavano le alpi.

Accoglienza bolzanina

Accoglienza bolzanina

 

 

Non ho riempito muri e mensole di angeli e quant’altro perché non indovinano i nostri gusti e perché di solito siamo critici verso i prodotti “made in paesi che sfruttano la mano d’opera a bassi costi”.

Considerazioni varie a parte, io avrei continuato a convivere con questa attrazione turistica permanente, avrei accettato di venire accostata alla Thun ogni qualvolta ammettevo di essere di Bolzano (“Ah, dove c’è la Thun!”) e di vedere il Luis che ad ogni apertura di mercatino si piazzava beato e contento in mezzo a bambini vestiti da angeli; ma – porca miseria – un giorno si ed un giorno no il Conte contento mi fa girare le palle di natale grazie ad interviste , esternazioni, ed ora con

UN’IMMENSA ED OBESA SACRA FAMIGLIOLA POSTA NELLO SPAZIO DELLA ROTONDA DAVANTI ALLA STAZIONE DI BOLZANO CON TANTO DI AUGURI DI NATALE CONTORNATI DA ALI!!!!

Subito dietro: tutta la Viale Stazione adornata da festoni luminosi raffiguranti iconografie Thun: il cuore con le ali, l’angelo, il fiore bombato…

Allora, caro Gigi, volevo chiederti:  com’è che mandi in giro gli zelanti Vigili (che paghiamo volentieri con in nostri soldi, sapendo che svolgono un lavoro utile alla collettività, ma quando vanno in giro fare tutt’altro…bè, la cosa potrebbe far infervorare parecchie persone!!) a contare gli adesivi appiccicati su pali vari e urli che si tratta di “pubblicità occulta no autorizzata” quando invece permetti che ci vengano sbattuti in faccia simboli finti-natalizi con i quali non ci identifichiamo ma che per la nota tecnica della pubblicità subliminale portano il pensiero alla Thun e – voi sperate – la mano al portafogli?

Vorrei sapere chi ha pagato e quanto tale esposizione e soprattutto chi l’ha autorizzata e con quale motivazione! Perché se vi ostinate a dire che Bolzano si identifica con la Thun allora io propongo e pretendo che per PAR CONDICIO siano allestiti

Il Viale Senfter con un’effige gigante e rotante di Gustav Thöni ed un allestimenti di Würstel che pendono dall’alto

Il Viale Gasser con fette di Speck a fare da tappeto ai piedi dei turisti ed un maiale gigante e parlante che da loro il benvenuto

La Piazza Würth con trapanti rotanti e martelli pneumatici funzionanti a tutte le ore del giorno e della notte

Il wafer Loacker gigante che emana un profumo di cacao per tutta la città per coprire così l’odore dei gas di scarico che in questo periodo in cui le polveri sottili per miracolo non sforano mai si sentono sempre e comunque

E molte altre vie, piazze, viali, strade dedicate alle ditte che danno lavoro a migliaia di persone della nostra fiorente terra e che hanno lo stesso diritto della Thun di venire pubblicizzate e magnificate in pompa magna!

 

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Welchen Preis hat die Umwelt?

dicembre 2, 2008

 

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Betrifft: Ihre Bewerbung beim Umweltpreis Südtirol – Trentino 2008

 die Jury hat entschieden, aber leider sind Sie mit Ihrer Bewerbung nicht unter den Nominierten bzw. Gewinnern.

 Wir bedanken uns für Ihre Teilnahme und möchten Sie herzlich zur Preisverleihung einladen:

 ORT: VOG (Haus des Apfels) – Jakobistr. 1 – 39018 Terlan

ZEIT: Freitag 19. Dezember mit Beginn um 11 Uhr und anschließendem Buffet

 Mit den besten Grüssen

 TRANSKOM

Arnold Biasion

Geschäftsführer

 

Ich kann meine Nicht-Nominierung sportlich einstecken, aber was bitte hat der Apfel mit der Umwelt zu tun?

Wie kommen die Organisatoren (Transkom KG/Sas) dazu, eine Peisverleihung – wir reden hier nicht von einem Preis für die beste Apfelernte, für die vorzüglichste Apfelsorte, nein, hier ist vom Umweltpreis 2008 die Rede, ein Preis, der laut Transkom „im weitesten Sinne umweltrelevante (realistische, realisierbare) Ideen oder Verbesserungsvorschläge“ im Bereich Umwelt prämieren will.

Was hat also der Apfel damit zu tun? Der intensive Apfelanbau bestimmt mittlerweile das Landschaftsbild von Salurn bis nach Mals, und lässt somit weder Wiesen noch Bäumen Platz. Wir können von einer regelrechten „Apfelfabrik“ sprechen,  welche auf eine maximale Produktion aus ist.  Zu diesem Zeck werden große Mengen an Pestiziden eingesetzt welche – in Zusammenhang mit dem Verlust der Habitats der mit dem  intensiven Anbau einhergeht – zumVerlust von vielen Pflanzen- und Tierarten führt. Die Landschaft ist durch diese intensive Monokultur eben monoton und öde, die eingesetzten Pestizide gelangen sowohl durch den Verzehr als auch durch das Grundwasser in den menschlichen Organsimus. Auch der Tansport der Äpfel (Südtiroler Äpfel werden ja mittlerweile nach ganz Europa sowie nach Asien usw. exportiert) ist für die Umwelt sehr belastend.

Warum findet dann eine Peisverleihung im Haus des Apfels statt? Wahrscheinlich aus dem gleichen unverständlichen Grund warum in den letzten Jahren Themen wie „Ecoshopping – lo shopping che ci fa migliorare l’aria“ oder “Sfruttamento idroelettrico in reti d’acquedotto in Trentino Alto Adige”, Progetto idrogeno” (“Wasserstoff-Projekt”) gewonnen haben.