Archive for gennaio 2009

Non è paese per gnocca!

gennaio 30, 2009

paese-gnocca

“Per rafforzare la sicurezza in modo capillare i ragazzi faranno il militare in casa” (Massimo Bucchi)

Ragazze, son tempi bui! Il nostro esimio Presidente (dopo il 39.870esimo stupro) l’ha capito,  ma siccome  in Italia pare esserci troppa gnocca, non si vede via d’uscita da questo vortice di violenza, stupro, molestie, sodomia che sembra affiggere il nostro belpaese.

Silvio ha un bel grattacapo da risolvere: tanta gnocca – pochi militari. Perché questi ultimi, occupati a piantonare i cumuli di rifiuti a Napoli, a scortare, proteggere, infiltrare, indagare, fare il loro lavoro, insomma, dovrebbero anche scortare le gnocche per i loro giri di shopping.

Si, perché la limitata e distorta visione che Silvio ha della società che lo circonda, lo porta a pensare che

a) vengano molestate, tappinate e violate solo le belle ragazze e

b) che la donna italiana segua alla lettera il suo consiglio di “consumare per uscire dalla crisi” e passi le sue giornate in giro per negozi a fare shopping compulsivo.

Probabilmente questa è la realtà che circonda lui: gnocca che vive di questo essere gnocca e condivide questo suo status – nonché altre “caratteristiche” – con maschi facoltosi e bisognosi di donne belle e basta – e che dopo aver adempito ai bisogni di quest’ultimi vanno a spendere il duramente guadagnato gruzzoletto facendo shopping (salvo dichiarare poi in ogni intervista: “faccio molta beneficenza” – intendendo  che la danno via anche gratis, insomma).

In Italia è con la legge N. 66/96, una legge del 1996 cioè, che lo stupro è stato definito non più un “reato contro la morale”  bensì un reato contro la persona. Insomma: Fino a pochi anni fa, NON era la “persona” della donna ad essere lesa, ma la morale, l’onore dell’uomo, l’ordine della famiglia.

Bene, in questi 13 anni abbiamo fatto molti passi avanti, non c’è che dire:

Prima si offendeva da morale,

poi la donna,

ora solo

la gnocca!

Annunci

Una settimana da foca

gennaio 26, 2009

foca

Le foche, si sa, conducono una vita grama: sempre al freddo, grasse e goffe, una prelibatezza per orche e predatori vari, la loro disperazione trabocca dallo sguardo che ti strappa il cuore.

Grazie a Dio non sono foca, ma questa che ho passato è stata veramente UNA SETTIMANA FOCOSA!!! Non vi racconto le sfighe varie, magari non vi annoierebbero nemmeno, ma mi appello alla legge sulla privacy! Vi riassumo però l’epilogo di tale settimana, la ciliegina sulla torta, per così dire, e mi appello alla vostra clemenza:  qualcuno mi sta già castigando abbastanza, non so in cosa ho peccato, ma il castigo (GIGI) mi pare esagerato!

Domenica sera, ore 21.30, pedalo, anzi, arranco stancamente verso casa dopo un pomeriggio di sole – visto solo attraverso le finestre del nostrano nosocomio, visto che l’ho passato al lavoro. Un pomeriggio infernale che va a coronare una settimana snervante e deprimente, di quelle da dimenticare. Pedalo, sola-sola, pure un po’triste, persa nei miei pensieri nefasti, quando – giunta all’altezza del Panificio Lemayr, quello in zona industriale per intenderci – vengo raggiunta da un profumo dolcissimo, di zucchero e marmellata.

Crostoli? Krapfen? Biscotti? Penso a questo e grazie al profumo mi inebrio, mi rallegro, penso che dai, in fondo non è tutto uno schifo, finchè esistono tali profumi, tali prodigi gastronomico-olfattivi, che riescono a farti sentire meglio.

Proprio in quel momento arrivo all’attraversamento ciclabile, quelle strisce rosse che segnalano il passaggio di ciclisti sulle carreggiate, e che non so quale cretino preverso ha deciso di ricoprire di un materiale rosso vivo e liscio come olio. La strada fa una leggerissima curva, non sarebbe stata nemmeno percepibile, se non fosse stata ricoperta di un leggero strato di ghiaccio e ghiaino. Il naso in aria, ad inebriarmi degli ultimi effluvi dolciastri, mi parte la bici da sotto il culo (e scusate se dico bici) ed in men che si dica mi ritrovo per terra, con il berretto sugli occhi ed il contenuto della borsa sparso in giro ed una sensazione strana all’incisivo superiore sinistro.

Vado li con la lingua, per sentire, pur non volendo sapere cosa vado a trovare…e appena l’operazione è terminata, il danno riscontrato, inizio ad imprecare…contro Gigi!

Gigi? E che c’entra Gigi, direte voi? Dice il saggio: Gigi c’entra a prescindere. E c’entra pure perché le ciclabili sono comunali e porca la miseria, tutto l’inverno che le giro in lungo ed in largo e trovi ghiaccio, cumuli di neve ghiacciata che si scoglieranno a Ferragosto, giaia e ghiaino, ratti, pedoni, gruppi vacanze ed altre stranezze assassine! Fino ad ora ho avuto una fortuna sfacciata, me la sono sempre cavata, ma ieri non potevo accontentarmi di un ginocchio contuso, una spalla sderenata…no, un bel dente scheggiato, a ricordarmi di Gigi ogni qualvolta mi specchierò, ogni volta che morderò una mela, ogni volta che la lingua andrà a battere contro quella parte che non sento più mia!

Aggiungo che oggi, tornando dalla spesa, sono finita – sempre sulla ciclabile, ovviamente, su un cumulo di neve ghiacciata. Mi sono salvata in extremis dalla seconda caduta, ma nella manovra ho perso 3 pomodori appena acquistati, che sono finiti sotto una macchina parcheggiata li vicino. “Giiiiiiiiiigggggggggggggggggggiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!”

SPQR – NRPSVP (Ne Répondez pas, s’il vous plaît!)

gennaio 24, 2009

accampamenti2

Nel 50 avanti Cristo tutta la Gallia (Italia) è occupata dai Romani…Tutta? No! Un villaggio dell’ Armonica (l’odierno Alto Adige) abitato da irriducibili Galli (Südtiroler), resiste ancora e sempre all’ invasore. E la vita non è facile per le guarnigioni legionarie romane negli accampamenti fortificati di Bolzanum, Aquarium, Laudanum e Petibo


Solita figura di merdum.  E come al solito davanti al resto d’Italia, che è tutto dire…
Insomma, non voglio aprire la discussione sui tassi e limiti alcolemici nel sangue, sulla relazione tra alcol ed incidenti, sui divieti come metodi educativi ecc…
Ma ideare, autorizzare, stampare, pubblicizzare, distribuire e poi inviare cartoline con impresse una vignetta che mostra un ladro, con torcia elettrica e sacchetto pieno di denaro, accompagnato dalla scritta:
SPQR “Die spinnen die Römer”
al Ministero dei Trasporti a Roma mi sembra l’ennesima cazzata istituzionalizzata sudtirolese.

pk-protest-verkehrsstrafen
Figura di merda compresa, e per di più pagata con i nostri soldini.
Guardate la foto sopra, un gongolante Widmann ed il portavoce della JG, Philipp Achammer, spiegano il profondo significato di tale prodigiosa campagna: Roma ladrona, vuole i nostri soldi e per averli inasprisce le pene per chi viene beccato alticcio alla guida.
Insomma, non è una questione di alcol ed abuso di quest’ultimo. No, il problema sono le pene, giudicate troppo severe per i nostri rappresentanti.
Ovviamente il presidente del Consorzio vini dell’Alto Adige, tale Armin Dissertori, si è subito recato a Roma (volo Air Alps, presumo) per perorare la causa presso il ministero dell’Agricoltura,
dove ha ricordato di avere il sostegno della politica sudtirolese, in particolare dell’assessore all’agricoltura Hans Berger, di Durnwalder che dice che a Stoccolma son tutti ubriachi, di Zeller che ha subito sottolineato che i controlli ci sono, eccome, e che grazie a loro il problema si è ridimensionato (io, in 18 anni di guida, sono stata fermata 1 sola volta!).

Insomma, mi sembra che qui si guarda il solito dito e non la luna: il problema dell’alcol è un problema acuto e grave, e non solo al momento di mettersi alla guida. Inutile negare che in regione si beve tanto, si inizia sempre prima, nella nostra cultura di regione vignaiola è normale farsi un bicchiere, o due, o tre.
Io, che professionalmente ho a che fare giornalmente con chi il gomito l’ha alzato troppo spesso, noto  che tutti sanno cos’è l’alcol, ma nessuno conosce i danni che un abuso etilico provoca. Danni al proprio fisico, alla propria famiglia e non per ultimo alla società, che si ritrova a doversi assumere i costi che l’abuso porta con se.
Insomma, tutto questo per dire che :
Nessuno dei nostri politici si è mai chiesto se Questi Romani Sono Pazzi a mandarci anno dopo anno soldi su soldi per finanziare le loro paghe strabilianti, i loro lavori pubblici a volte insensati e altre stramberie. Però appena da Roma giunge un veto, subito a dar loro dei Pazzi!
Io però non ci sto ed una bella cartolina a Roma la spedisco pure io:

Beviamoci sopra, va!

Beviamoci sopra, va!

La sindrome di Candy-Candy

gennaio 19, 2009

candy-inf

A vederla così sembra innocua, vacua e pure un po’oca, ma vi posso garantire che la dolce ed ammaliante Candy-Candy è tutt’altro!

Ha illuso una generazione intera, ha preso per il culo chi come me ha seguito ogni singolo episodio della sua lunga saga, ha sofferto, ha sperato e gioito con lei, per poi, giunti alla fine della sua tormentata e aggiungerei – sfigata – adolescenza, tirare un sospiro di sollievo quando lei, dopo mille intoppi, ha finalmente sposato il suo amato Albert (bellissimo, aggiungo). Dove sta l’inghippo, direte voi?

Ci sta, ci sta: la bella Candy, cresciuta orfana nella casa di Miss Pony, è stata avviata alla professione di infermiera dalle dolci suorine dell’orfanotrofio. Professione questa, che lei ha svolto con grande passione e coraggio, tanto che guardandola mi è venuta voglia di svolgere anch’io determinata professione. E dire che già il fatto che parlasse con un procione avrebbe dovuto insospettirmi…

Insomma, suonava bene, lavori per qualche anno (e non è che ti facessero vedere turni massacranti, pazienti pesanti, medici petulanti, liquidi fisiologici orripilanti, ecc.), conosci un sacco di uomini belli ed interessanti (e malgrado Terence, Tom, Albert riesce a mantenresi pura e casta…), poi arriva il principe azzurro (mi pare di ricordare che Albert oltre che gran bel maschio non fosse proprio uno squattrinato), segue matrimonio in pompa magna (a cui partecipa ovviamente anche la ultra-centenaria Miss Pony), una nidiata di figli (belli come mamma e papà, ovviamente) ed una casetta col tetto dalle tegole rosse!
Ma vi pare che si possa pigliare per il culo così una generazione di bambine innocenti e credulone?
Perché io ovviamente l’infermiera l’ho fatta, ma per il resto, sto ancora aspettando: Il Principe Azzurro (che ormai si è capito è stato rimpiazzato da uomini più terreni e meno fiabeschi), il matrimonio in pompa magna (e qui, ammetto, la colpa è mia che non credo in queste istituzioni) ma soprattutto la casetta con le tegole rosse, visti i prezzi degli immobili a Bolzano!
Ora mi chiedo: non poteva la allora tv pubblica trasmettere cartoni animati più utili ed istruttivi?
Col senno di poi era meglio farsi una sana cultura di Diabolik: a quest’ora giravo in calzamaglia nera su di una bellissima auto sportiva, nera anche lei, con a fianco un uomo bello e dannato, una villa ultra-tecnologica con garage ad accesso diretto dalla strada, un reddito che mi permetteva stili di vita sfarzosi…e senza dichiarare nulla al fisco!

diabolik

Per approfondire l’argomento Candy-Candy:
http://www.cartonionline.com/personaggi/candy%20candy_01.htm
Ma per districarsi in una saga interminabile vi consiglio:

Bestia!

gennaio 15, 2009

Guarda qui: http://www.youtube.com/watch?v=8bFZUmf8sUA

Sono ambientalista, ecologista, animalista (oltre che paranoica, antipatica e lunatica), ma se c’è una forma di vita che non concepisco, trovo totalmente inutile nonché dannosa ed estremamente pericolosa sono i COLOMBI!

Giuro che se un giorno mi imbattessi in una petizione per salvare la vita ad una colonia di piccioni, si trattasse anche degli ultimi esemplari rimasti al mondo…ebbene, io cambierei marciapiede! E dire che io sono una che proteggerebbe anche lo scarafaggio maculato del Borneo, ma i PICCIONI, no loro proprio non meritano nessuna considerazione ne pietà da me!

Sono animali stupidi (quando ve li trovate davanti, spaventati dal vostro passaggio, volano sempre dalla parte sbagliata, quella meno logica e più pericolosa …a volte (troppe poche, purtroppo…) qualcuno di loro paga amaramente questo sbaglio),

anti-igienici (non sono una fissata dell’igiene, ma i loro luoghi di ritrovo sono sempre molto ben contraddistinti da una abominevole distesa dei loro escrementi),

rompono i ciglioni con il loro tubare (hai voglia di tubare…chi se lo caga un maschio di pennuto così squallido e triste?),

sono oltrettutto bastardi dentro (come si spiega altrimenti lo strano fenomeno che avendo sotto di loro un kmq di superficie libera – lo sghitto ti cada puntualmente addosso?),

un peso per la società (ma lo sapete che il Comune di Bolzano si occupa di controllo delle nascite piccioniche con cibo arricchito di anticoncezionali – cibo oltretutto fornito gratuitamente dal Comune stesso nonchè da solerti vecchietti che li ingrassano a dismisura per non so quale depravata forma d’affetto che questi pennuti suscitano in loro?)

ed oltretutto, portatori di uno stock di parassiti ed altre schifezze patologiche (e qui vien fuori la paranoica).

Dovete sapere che vicino a casa mia, sotto il viadotto dell’autostrada, si ritrova una colonia di tali pennuti – sempre che non dormano appoiallati sulle travi del ponte di legno della ciclabile (oltretutto non fanno altro che dormire, mangiare e fare l’amore…sarà mica invidia la mia?), attività quella del dormire, che in loro non preclude l’uso dell’ano a scopi espellativi – in eterna attesa della mano pubblica che porterà loro il tanto agognato cibo (non capisco tanta fame visto che non fanno un cazzo tutto il giorno!).

Per farla breve, non trovo per nulla educativa la prassi, secondo la quale i piccioni vengono nutriti dall’uomo da secoli invece che farli arrangiare come tutti gli altri pennuti che d’inverno si fanno un mazzo così per trovarsi una briciola di cibo; se infatti la natura ha previsto una selezione naturale secondo la quale solo gli esemplari più sani e forti sopravvivono ai rigori dell’inverno, nella specie dei piccioni sopravvivono quasi tutti, pur avendo così perso l’uso di quella piccola porzione di cervello che era stato loro donato da madre natura.

Insomma, dicevo che ogni giorni, pedalando sulla ciclabile, mi ritrovo tra i piedi – o forse sarebbe meglio dire tra le ruote – tali bestie, e prima o poi, visto che spaventati dal passaggio di qualche bici (e che cavolo, siete su di una ciclabile, perdio!) svolazzano come delle galline isteriche, mi faranno cadere!

E già mi vedo per terra, circondata da piccioni traumatizzati (e si sa che per effetto del rilascio di adrenalina dovuto allo spavento, gli sfinteri si rilassano), coperta perciò di merda di piccioni, con un cadavere spappolato di piccione sotto di me, la bici sgangherata con una ruota che gira a vuoto, il vecchietto con il sacchetto di pane a loro destinato che inveisce contro di me, ed io che urlo tutta la mia rabbia accumulata contro Gigi!

Gigi? E che c’entra Gigi con i piccioni?

Semplice: non mi raccapezzo del fatto che lui difende la caccia alle marmotte (troppe, pericolose!), ai cervi (troppi, pericolosi!), camosci e caprioli (idem) ed invece nutre (con intelligenza?) queste inutili nonché stupide bestie rivoltanti!

Personag-gini

gennaio 13, 2009

images3229 voti, un successone! Grazie!

Ragazzi, non scherzo, nona su venti! Per di più subito dopo il bel maratoneta…che onore!

Al contrario del sincalista-vincitore, che dichiara di non essersi votato perchè cosa “di pessimo gusto” (ma subito dopo – alla faccia del buon gusto – ammette di aver votato la cantante perchè “gnocca”…) io ammetto di aver cliccato sul mio nome non una bensì 4 volte: un voto me lo sono data io stessa perchè un pò me lo merito, già solo per il fatto di sopportarmi da tanti anni. Un voto da parte del mio compagno (mi a votato malgrado ci fosse stata anche una gnocca! Che uomo!) uno da parte di entrambe le figlie (per le quali la mamma à ancora la migliore…).

4 voti, gli altri sono veri e sinceri, non vengono da automobilisti indisciplinati, frustrati, frenati nelle loro folli scorribande o da maschi arrapati, ma da persone che hanno a cuore il futuro della nostra città e della nostra terra in generale.

Visto il tenore della classifica, mi stupisco che al terzo posto non si sia piazzata l’ex-direttrice-di-museo-nonchè-sperperatrice-di-denaro-pubblico: avrebbe completato questo bel quadretto di strereotipi italo-tirolesi:

il gatto, la volpe e la bella canterina.

I monologhi della V…erena

gennaio 7, 2009

images1

Caro lettore, per qualunque motivo (errore di battitura?) tu sia qui, che sia la tua prima volta o che tu sia un habituè, sappi che hai beccato il Post sbagliato – perchè qui ora si fanno i conti:

stimolata dal fatto di aver ricevuto finalmente un  commento da una nuova lettrice mi faccio coraggio e vi esorto: uscite allo scoperto! Fino a ieri ero convinta di scrivere il sequel dei “Monologhi della Vagina” : “I monologhi della Verena” (chissà dove sta più profondità?) …scrivo, scrivo ed ogni tanto qualche buon anima mi risponde. Poi ho scoperto che il grafico giù in basso non era una misurazione automatica della mia temperatura basale (ahi, mi pareva strano: ora chi glielo dice al buon Mario?) bensì rappresentava le visite al mio blog, e ragazzi, mi si è aperto uno spiraglio di luce! Quasi mi monto la testa! 38 visite in un giorno! 38 persone che leggono ciò che scrivo, che magari ci pensano pure su, forse se la ridono, mal che vada scuotono solo la testa…ma non commentano neppure con un: “Bah!”, “Tasi e tira”, “Non so”…!!! Ma come? Mi vengono una miriade di dubbi!

Chi viene qui e scappa senza lasciare un segno?

Magari qualche botanico, in cerca di notizie sulle mangrovie, capita qui e non capisce cosa c’entri la befana, Gigi, il Conte contento con la botanica (e qui si potrebbe disquisire…)?

Una sarà anche una casalinga-frustrata-bergamasca che, alla ricerca di un nuovo ninnolo da aggiungere alla sua collezione di cianfrusaglie che invadono le mensole della cucina, digitando “Thun” si ritrova qui (e non chiedetemi perché…)

Uno sarà Gigi che nel suo (molto, presumo) tempo libero si auto-Gooooooooooooogla e capita qui a leggere di un certo Gigi – pur non capendo di chi sto parlando…

Uno è Oscar – visto che le mie manie erbivore gli permettono stili di vita sfarzeschi – si sente in dovere di leggere i miei post.

Mia mamma non ha il pc, mio padre mi da disconosciuta da tempo, mia sorella si autodefinisce figlia unica, le figliole non sono ancora in età da pc…e allora,

gli altri 34 chi cavolo sono? E soprattutto: perché sono afasici-dislettici-muti-autistici o cos’altro?

Dai ragazzi, se ci siete, battete un colpo! (Anche un “Toc!” può rendermi felice!)

Grazie!

Rompere le calze

gennaio 3, 2009

images

La Befana vien di notte,

Con le calze tutte rotte,

col vestito e la sottana,

viva-viva la Befana!

Come ogni anno, in questi giorni mi preparo a ricevere gli auguri per la Befana:

né il compleanno, né il Natale, né l’inizio dell’anno vengo così festeggiata da amici e parenti “spassosi” come in questo giorno dell’anno. E penso che questo destino venga condiviso da parecchie esponenti del gentil sesso.

A torto il termine “Befana” indica un appellativo con un connotato negativo.

A torto, dico io!

E allora quest’anno voglio dirlo una volta per tutte e udibile ai più: ebbene si, vorrei essere una Befana! E che cavolo, smettiamola con questo nascondersi dietro scuse vane, questo non ammettere ciò che le più desiderano, anzi spasimano: vuoi mettere essere una Befana, vestire con una gonna informe e lunga che nasconde le zone problematiche, e chissene se rattoppata, spiegazzata e macchiata?

Vuoi mettere fregarsene del proprio aspetto, anzi di più: avere talmente tanta autostima da girare con un porro peloso sul naso senza complessi di inferiorità? E se non estirpiamo quello, figuriamoci dei peli sulle gambe o in altri punti strategici – fanculo le cerette, i rasoi, le creme depilatorie!

E i capelli? Grigi, senza se né ma, grigi non solo sulla ricrescita – ma dal bulbo alla punta!

Poi, se fossi una Befana, lavorerei un giorno all’anno: il 6 gennaio; questo giorno lo passerei a fare felici un sacco di bambini, poi ciao, chi si è visto si è visto, niente bambini intorno per i prossimi 364 giorni dell’anno. E poi poter finalmente distinguere bambino da bambino (e ammettere che no, non è affatto vero che sono tutti belli e buoni!): fargliela finalmente pagare ai figli rompiscatole del vicino, ai piccoli bulletti del parchetto, a tutti quelli che durante l’anno ci smerigliano allegramente i nervi: CARBONE à go-go for everybody!

Ragionando così mi avanzerebbero un sacco di dolciumi che potrei sbafarmi durante il lungo ozio che separa il giorno di lavoro venturo dal prossimo.

E poi volerei su una scopa, senza inquinare, sgasare, rumoreggiare, senza problemi di parcheggio, di palloncini da soffiare (si, perché le Befane bevono, eccome!), di pieni da fare, di bolli da pagare!

Sarei single – che dopo aver passato gran parte della vita in coppia non sarebbe affatto male! Mi dite che la Befana sia la compagna di Babbo Natale? Bene, anche lui ha il suo bel daffare, perciò sarebbe una relazione intermittente ed a distanza (le migliori, col senno di poi…), con un uomo che secondo me ha delle doti nascoste ma non trascurabili:

se riesce a fare felici tutti quei bambini, figuriamoci una Befana!

Auguri e croissants!

gennaio 1, 2009

croiss

1. Gennaio 2008, ore 6,30 del mattino, pedalo verso casa dopo aver passato la notte di Capodanno fuori casa. Come molti altri l’ho passata lavorando, ma la cosa non mi è pesata per nulla. Ammetto che trovo meno deprimente passare questa notte che separa l’anno vecchio da quello che verrà in una corsia d’ospedale che partecipando a feste in piazza, festini, veglioni o magri seduta davanti alla tv a scandire il countdown in compagnia di entreneuses e saltimbanchi variopinti.

Comunque pedalavo e mi stavo godendo la neve che leggera cadeva dal cielo, quando arrivata all’altezza di Piazza Adriano sono stata investita dal lezzo zolferino che ancora alleggiava nell’aria in ricordo dei fuochi d’artificio “offerti” dal nostro Comune.

Su Ponte Roma solerti operai rimuovevano i resti dell’orgia pirotecnica: pezzi di carta e cartone bruciacchiati, tubi, razzi e altri oggetti non meglio identificati.

E proprio allora mi è balenata in mente una frase pronunciata da Marie Antoinette durante la rivoluzione francese, quando il popolo affamato e scontento reclamava pane e diritti:

“s’ils n’ont pas de pain, qu’on leur donne des croissants” !