Archive for aprile 2009

Satira…che tira!

aprile 25, 2009

Da sempre è così: se l’oppressione da una parte può togliere la libertà, dall’altra stimola il propagandarsi della satira e della creatività.

preservativo_chiesa

Ecco che le affermazioni di Papa-Ratzi sulla non utilità del preservativo hanno dato il via ad una serie di vignette e battute spassose nonché ad una nuova serie di “gadgets” veramente utili nella prevenzione da infezione da Hiv:

ratze_gummi

i preservativi appunto!

Un fantasioso imprenditore germanico ha lanciato sul mercato un modello di “Gummi” (appellativo teutonico per preservativo) chiamato: “Ratzegummi”: le istruzioni sono ironiche anch’esse:

1. tagliare la punta

2. applicare con pentimento

3. sperare non succeda nulla…

Ironia a parte, avendo intuito la tipologia dei lettori del mio blog, vi segnalo alcune cose che immagino non conoscevate ancora. Tutti conosciamo i preservativi, tutti ne abbiamo fatto uso, chi più chi meno, chi a scopi riproduttivi (paradossalmente per evitare tali inconvenienti), chi a scopi goliardici, chi a scopi di scopo.

Io però, forse perché quei momenti non si prestano a pensieri critici e solidali, non avevo mai pensato alla provenienza del caucciù usato per la produzione di quel piccolo oggetto del desiderio: il caucciù proviene da paesi del terzo mondo dove viene raccolto prevalentemente da bambini che lavorano in condizioni disumane guadagnando meno di un dollaro al mese. Cito per esempio la Firestone, che per produrre le sue gomme si rifornisce di lattice della Liberia, paese in cui c’è un alta percentuale di sfruttamento minorile.

Non preoccupatevi! Non vorrei dare il via ad un’ondata di astinenza-solidale, per questo vi informo che dopo i cibi eco-solidali, gli abiti eco-solidali, i mobili eco-solidali ora sono in commercio anche i preservativi eco-solidali. Il caucciù viene estratto in India, precisamente nel Kerala, dove questi fantasiosi nonché corretti imprenditori hanno avviato una piantagione di caucciù in cui vengono rispettate le norme che regolano il lavoro nonché i salari minimi. Il condom così prodotto non ha il tipico odore di latex, la confezione è biodegradabile, l’impatto sull’ambiente è minimo. Il nome è tutto un programma: “Lümmeltüten” ovvero „sacchetto del monello”

kondome

Sesso eco-solidale insomma!

Se poi però srotolate tale ingegno sulle parti nobili di un manager della Nestlè o di un super-direttore della Monsanto l’utilità si annulla…

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Pane, patate e saponette

aprile 23, 2009

sao

“Finchè c’è la salute”…quando poi questa vacilla se ti va bene ne trovi uno bravo e se ti va male ti fai qualche giorno in ospedale. Se ti va malissimo finisci in reparto da me: l’ultima spiaggia per fegati spappolati da abusi vari e sregolatezze croniche, stomaci bucati da falsi accostamenti farmaceutici o alimentari, vie biliari ostruite e dilatate da eccessi e orge alimentari.

Insomma, c’è di tutto e ce n’è per tutti.

Ultimamente ho avuto il piacere di conoscere una signora di circa 90 anni, originaria della provincia ferrarese, vedova allegra e altrsì (o forse proprio per questo) arzilla nel corpo e nell’anima. Avendo passato l’infanzia immersa negli aquitrini delle Valli di Comacchio (e risultando tuttora immune a vari forme di malattie provocate da zanzare nonchè mosquitos vari) avevamo di che parlare e sproloquiare: dei luoghi ben noti ad entrambe, della cucina romagnola (trovandoci d’accordo sul fatto che nulla di più buono del pane ferrarese sfornato da poco e ancora tiepido esista), del savoir-vivre romagnolo in generale. Ora la signora veniva regolarmente bombardata per cercare di frantumare i grossi e tenaci calcoli che anni di godereccia alimentazione romagnola le avevano lasciato in eredità. Ogni seduta di litotrissia veniva commentata con un “boia can!” ed ogni pasto guardato con occhio deluso ed affamato (“Ma al posto di questo pollo anemico – un pò di soppressa non si potrebbe avere?” “E queste patate bollite? C’è più vitalità nella mia, il che è tutto dire!”).

Insomma, tra botte sull’addome e cibi dietetici, l’unica cosa che le illuminava lo sguardo era la giornaliera visita dei medici. Iniziava a prepararsi un’ora prima: si lavava, profumava e cotonava la leggera peluria che le copriva il capo, poi si sedeva ritta sul letto ed aspettava che la porta si aprisse ed apparisse il gruppetto di medici con i loro camici bianchi. Era infatti convinta che di medici belli e giovani come quelli sudtirolesi non ne avesse mai visti, e la visita passava tra occhiolini e smorfie che mi faceva dietro le spalle dei dottori (ed i miei relativi sforzi per restare seria).

Un giorno, mentre la vicina di letto era contorniata da parenti e conoscenti in visita, mentre le portavo le pastiglie la signora ferrarese mi guarda e fa:

“Senti mò, ma con tutto questo pò-pò di bei medici giovani, un pensierino ce lo fai mai?”

Io, rossa per la vergogna e con tutti gli sguardi puntati adosso in attesa di sentire la mia risposta: “Bè, sa…io ho un compagno da molti anni…”

E lei: “Che problema c’è? Mica è sapone che si consuma, quella lì, vè!”

Antiche saggezze!

Bruciare (ma non di passione -ahimè!)

aprile 17, 2009

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Brucerebbe lei, l’innominabile di cui l’ultimo post, se vivessimo ancora nei tempi bui del medioevo: sarebbe stata riconosciuta come la strega qual’è e – vista la sua capacità di lanciare il malocchio (aspettate e vedrete) – la sorte che le sarebbe toccata sarebbe stata quella subita da molte donne innocenti e sicuramente più innocue di lei!

Bruciavo io, il giorno dopo aver pubblicato il post in cui parlavo di lei (che d’ora in avanti chiamerò appunto “l’innominabile” per  non attirare ulteriormente le sue ire):

febbre a 38, gola infiammata, dolori articolari, cefalea, fiacchezza ed astenia. Ovviamente a Pasqua, quando tutti, gai e spensierati dopo aver trovato il loro bell’ovetto, si riempiono la pancia di prelibatezze varie. Io – yogurt, deglutito tra indescrivibili sofferenze e con un vago senso di nausea dovuto agli antibiotici che ovviamente ho dovuto prendere trattandosi non di un banale mal di gola ma di tonsillite bella e buona!

Non riesco a togliermi dalla testa che la strega, sorry, l’innominabile strega, mi abbia lanciato il malocchi: parli male di me? Ed io ti condanno al silenzio!)

Non che abbia letto il mio post, probabilmente non sa nemmeno cosa sia un blog, ma il suo sonar deve aver captato pensieri liberi e sovversivi – e perciò da sradicare prima che facciano radici e germoglino – nell’aria. Da li a capire che questi pensieri erano partoriti dalla rompicoglioni di turno – che sarei io – non ci vuole un Nobel e – magicabula – la strega mi ha lanciato un incantesimo.

Ed ecco che passata da poco la mezzanotte mi son svegliata, era tutto il pomeriggio che mi sentivo “strana” (dovete sapere  che di natura sono una roccia, mi vanto di possedere degli anticorpi grandi come canederli) con tutti i mali descritti sopra ma con l’aggravante di avere in casa solo medicinali pediatrici. Alle due di notte c’è ben poco da fare, pur di farmi passare il febbrone ed i dolorini vari mi sono prestata a veri e propri atti di sodomia: le supposte di Tachipirina erano da 100 mg, un adulto per avere un qualsiasi effetto deve assumerne almeno 500mg, fate voi…

Per non parlare dell’antinfiammatorio: denso, mieloso, all’orripilante saporaccio di fragola: essendo tarato per bambini il calcolo arrivava al massimo ai trenta chili, vi risparmio i particolari ma vi posso assicurare che cinque misurini di quella sbobba sono la cosa peggiore che abbia inghiottito ultimamente!

E poi le paranoie! Gli infermieri, insieme ai medici, sono i pazienti peggiori che ti possono capitare a tiro: pensano di sapere tutto e meglio e si auto-diagnosticano le malattie più rare e strane.

Ecco allora che i dolori articolari dovuti alla febbre si trasformano in una pericolosa pielonefrite. Nel silenzio della notte ascolto i battiti del cuore che però paiono irregolari: oddio, sarà mica un’endocardite, complicanza di una qualche infezione trascurata? Ed a proposito di infezioni: la cefalea! Controlla se c’è rigidità nucale, non si sa mai che non abbia contratto una qualche forma di meningite?

E così tra paranoie, sudori e dolori la tonsillite è infine passata, mi sono preparata a stare meglio, ma stamattina mi son svegliata ed ho sentito un bruciore al labbro inferiore e subito dopo anche a quello superiore. Mi sono precipitata allo specchio, ho visto che di ben due Herpes Simplex belli pruriginosi si trattava, allora ho aperto la finestra ed ho strillato

“Aaaaaaaaarghhhhhhhh! Dottore, mi sento sempre fuori posto

Come una pausa fuori tempo

Come una suola in mezzo al bosco”

(Dottore – Mina e Beppe Grillo)

Buona di cuore!

aprile 10, 2009

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Corro, corro, spingo in salita, il polso accelera, il cuore batte all’impazzata, sento le tempie che battono.

Corro, corro, devo sfogare la mia rabbia repressa, il mio nervosismo, la mia incazzatura verso quella brutta bastarda maligna che mi rende la vita lavorativa difficile, che con piccole malvagità gratuite ma continue mi fa passare la voglia di andare a lavorare, che mi fa girare le scatole appena varco la soglia del mio posto di lavoro. Malvagia! Bastarda! Mi hai cambiato nuovamente il turno per fregarmi il weekend lungo, eh!

Puff, puff, il sudore mi scende per la schiena. Bip-bip il cardiofrequenzimetro inizia a suonare: attenta, sei in zona arresto cardiaco, ma io continuo ad accelerare, sono veramente piena di energia negativa, Bip-bip…

Che ti venisse una caccarella nefasta, un colpo della strega che ti faccia onore, una pustula purulenta resistente agli antibiotici…

Fermati, pensa al tuo cuore: non stressarlo inutilmente, non avvelenarlo per colpa di quella strega, non è nel tuo genere, ti fa solo stare male e poi, a cosa serve? Usa il cuore per combatterla!

Si, ma è lei che riesce a tirare fuori il peggio di me, che attira la mia ira, che come una grassa tenia risucchia la mia cattiveria!

Puff, puff, ma non finisce mai questa salita? 178 battiti, il cuore è sul punto di esplodere, i polpacci se potessero urlerebbero, io pure! Bastardaaaaaaaaaa!

Dai, applica quella cavolo di visualizzazione positiva: apri il cuore e quelle robe li, hai presente?

Ma è difficile, lei non ha nulla di positivo in se…nemmeno i virus attaccano!

Non augurarle niente di male, dai che se poi succede stai male! Ok, lasciamo stare li scongiuri, che muoia di vecchiaia…magari ricoperta di bubboni in qualche lebbrosario abbandonato…

Mangrovie! Visualizza cose positive, augurale che il suo cuore si riempia di bontà, la sua mente si apri e che assorba energia positiva che magari metta in funzione qualche processo biochimico che a sua volta le faccia passare l’accidia…

Ragazzi, aiutatemi: visualizziamo insieme positivamente, auguriamole solo cose belle:

che vinca un bel viaggio in qualche isolotto della profonda africa nera dove possa incontrare un bell’esemplare locale con una ricca dote che la prenda e riempia di amore ed altro, che colmi le sue lacune di tutto ciò di cui è apparentemente carente, che possa vivere li per sempre, accoppiandosi a tutte le ore del giorno e della notte, e soprattutto che

non rompa più i coglioni a queste latitudini!

Oooooooooooooooooooooooooooooooooommmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm!

Sto già meglio…sarà perché sono arrivata in cima al cucuzzolo?

Gigi, e sai cosa bevi!

aprile 2, 2009

vino-tinto-gigi

Gigi, Gigi! Ma te le vai a cercare con il metal detector!

Forse non te ne sei ancora resto conto, ma sei già in aria pre-elettorale, e – anche se so che ti è difficile – dovresti stare attento a ciò che dici! Scusa se ti bacchetto, ma prendere come esempio il nostro Premier – e sparare battuttaccie e cazzate a raffica – non mi pare un’ottima idea. Proprio no!

Come? Mi chiedi dove nasce tale dubbio? Semplice, basta ascoltare le tue sparate degli ultimi giorni, riguardo al Virgolo, per fare un esempio qualunque:

Durante la nostra piacevole chiacchierata sul tuo canapè (tranquilli, eravamo in parecchi, mica sono sprovveduta, eh!), ci hai illuminato sulla tua “visione” del futuro della nostra città (ricordiamo a chi lo avesse ingratamente e disgraziatamente dimenticato che Bolzano è la “Città dell’arco alpino del 2009”): che visione, che idee, che lungimiranza!

Per spiegare la tua visione ai tuoi discepoli iniziamo dal Virgolo, sempre come esempio a caso: un bellissimo Thuniversum tutto di cemento, scavato nella roccia, per radicare ulteriormente alla nostra terra il concetto Sudtirolo/Südtirol = angeli de coccio. Bellissimo! E a chi – come noi – esprime dubbi sul connubio “città ad impatto zero” ed invasione di orde di turisti affamati di shopping tu – gongolante – rispondi:

“La soluzione sta in un tubo!”

Davanti agli sguardi allibiti di chi – come noi – è abituato a ragionamenti semplici e lineari tu, con fare sapiente, ci hai ulteriormente illuminati: i rifiuti, che ahimè verrebbero prodotti in dismisura, verrebbero smaltiti tramite un tubo scavato nella montagna, tramite il quale verrebbero portati a valle (ndr.: magari direttamente in autostrada, all’interno del tunnel del Virgolo,dove verrebbero caricati su dei camion della Seab e portati al nuovo e splendente termovalorizzatore, fiore all’occhiello di Bolzano, città ad impatto 0…).

Un tubo! Ci capite un tubo? Tranquilli, non siete soli!

Credete sia finita li? No!! Cementificato il Virgolo dove andrebbero i Bolzanini in cerca di pace e tranquillità? E magari per far giocare i figli nel verde e far loro respirare un po’ di aria sana? Se pensavate di cogliere in fallo Gigi con una domanda del genere, vi sbagliate!

Gigi ha una risposta a tutto! Eccolo, lui si aspettava la domanda, si vede dal fatto che si illumina, i capillari si dilatano e danno una luce nuova al viso, si era preparato per benino: una nuova, scintillante zona ricreativa sulle colline di Castel Firmiano!

Discepoli: “Ma dove? Li c’è già il MMM” (Messner Mountain Museum – vedi post)

Illuminato: “Li vicino…”

Discepoli: “Dove ci sono i campi da tennis?”

Illuminato: “…fuocherello…”

Discepoli: “Campo nomadi?”

Illuminato: “fuochino…”

Discepoli: (gulp!) “…ma resta solo la discarica!”

Illuminato: “Esatto! Proprio li! Perfetto come luogo! Vicino alla città…”

Discepoli: “Ma se è lontanissimo da gran parte della città!” (casualmente abbiamo davanti a noi la cartina di Bolzano e gli mostriamo come è pianificata la “sua” città”)

Illuminato: “Non è vero! E’centrale!” (Ed indica la zona industriale…)

Discepoli: “Ma è una discarica! Chi ci porta i figli sopra una discarica contenente 40 anni di rifiuti di vari genere, anche tossici?!”

Illuminato: “Ma noi ricopriremo tutto di un soffice manto erboso, dopodichè non ci saranno più nessun tipo di problemi!”

Peccato che i nomadi residenti sulla collina di Castel Firmiano nonchè  molti dei suoi elettori la pensino diversamente, signor sindaco!