Archive for giugno 2009

Sopori di sale – prima parte

giugno 29, 2009
Puglia 2009 088

Meglio dormirci su, và!

Quest’anno, complice l’appiedamento autoimposto dalla vendita dell’autovettura famigliare, ho avuto una di quelle idee brillanti, ma talmente brillanti da prendermi a bastonate sulla schiena da sola! Vacanze in autobus, con figlie, valigie, borsoni, sacchetti a carico.

Jesolo? No! Rimini? Noo! Ancona? Ma va!!!

Vieste beach, Puglia insomma!

12 ore di pullman all’andata, 12 ore per ritornare, in mezzo due settimane di mare, sole, sabbia…una rottura di coglioni alla Bobby Solo, per usare un francesismo, insomma.

(Per i presenti alla grigliata di Oscar: si, sono partita puntuale e precisa alle 4.10, dopo essere tornata a casa ben dopo le 3.00, ancora inebriata dal Teroldego, Magdalener, Blauburgunder…).

Pur avendo viaggiato in lungo e largo per il pianeta, non ero mai scesa oltre Roma, nel profondo sud insomma. Si, lo so, le meraviglie dell’Italia sono tante e tutte da scoprire, bisogna prima conoscere il Belpaese, bla bla bla, ma fino a qualche anno fa preferivo il viaggio all’estero, zaino in spalla, scarponi ai piedi, voglia di avventura.

Da qualche anno, complici le figliole ancora in tenera età, le mie mete sono un po’ cambiate, ma appena le pargole avranno sviluppato una flora intestinale resistente alle più comuni infezioni batteriche, farò loro scoprire le meraviglie estere.

Allora dicevo: sud. Ma sud-sud-sud, è!

Dalla serie: paesaggi brulli – fichi d’india invece di pomari, clima torrido – invece della fresca brezza nostrana, ma soprattutto un’incomprensibile ed indecifrabile lingua – il “pulies” appunto! Da vecchia volpe viaggiatrice alla quale è sempre importato conoscere e parlare almeno un po’ la lingua del paese che andava a visitare, quest’anno mi ero messa d’impegno ed avevo noleggiato alcuni film sul tema Puglia: già dopo la visione – inspiegabilmente senza sottotitoli – del tragicomico “Mio cognato” di Alessandro Piva avrei dovuto capire e lasciar perdere. Il francese, l’inglese, lo spagnolo nulla possono quando una lingua è affascinante ma incomprensibile come il dialetto pugliese. Per fortuna di solito passo per svedesona e perciò anche il pugliese più pugliesemente puro davanti a tanta nordicità si sforzava a smussare un po’qua e la ed alla fine la comprensione c’è stata. Anche se…

Mi spiego meglio: Mangrovie va in ferie da sola, nel senso con le figlie e basta, senza accompagnatore maschile insomma. Uno dei servizi offerti dall’albergo è il servizio di baby-sitter, Mangrovie potrebbe perciò investire in modo costruttivo i suoi soldi, lasciare in mani sicure le figliole e farsi una serata di svago e divertimento, magari tirandosi dietro Svetlana che visti i precedenti e le prospettive era abbastanza scoglionata per la vacanza sole-mare-spiaggia e buonanotte che si prospettava. Pensava, la vispa Mangrovie!

Appena scesa dall’incandescente pullman trova un comitato di accoglienza composto da una manciata di curiosi anziani, accorsi o meglio giunti con passo malfermo e claudicante a vedere chi smontava dall’appena giunto autobus. Chi appoggiato sul bastone, chi aggrappato al girello, chi sospinto sulla propria carrozzella, tutti li a torcere curiosamente il collo artritico e le membra doloranti.

Bè, si vede che i giovani sono in spiaggia, pensavo!

Dopo aver fatto il tour dell’albergo, la scarpinata in spiaggia, il giro della piscina, all’ora di cena le mie speranze erano pressoché nulle:

l’età media degli ospiti era su per giù 85 anni – calcolando che le mie figliole abbassavano di parecchio la media. Tutti intorno alle due infante, ovviamente, visto che per una strana legge della natura l’anziano non può trattenersi dall’accarezzare la testa ai bambini che a loro volta staccherebbero loro la mano a morsi. Nonnini dolci e dispensatori di coccole non richieste, fno al momento del dessert, quando si trattava di accappararsi il dolce: in quel caso le bambine venivano scavalcate, spinte, ignorate perché nulla può l’anziano quando si trova davanti montagne di bignè, soffici tiramisù, dolci tentazioni in generale. Secondo me prima dei pasti si facevano overdosi di insulina per contrastare l’imminente ed immenso apporto zuccherino. Sarà deformazione professionale, sarà indole, sarà voglia di azione à la  E.R, fatto sta che ero sempre sull’attenti perché temevo che un vecchietto stramazzasse sulle melanzane fritte, che qualcuno scivolasse sul bignè che la dentiera di un altro non era riuscito a trattenere. Insomma, il grand geriatric hotel prometteva male.

Il giorno dopo ecco arrivare due autobus, autobus di quelli super-chic, a due piani e con i vetri oscurati, logo accattivante, look aggressivo. Siiiii! Vedo aprirsi le porte, già mi vedo scendere  la squadra di baseball del Treviso al completo, anzi no, i canoisti giamaicani, aspetta, meglio i nuotatori finlandesi…schhhhhhhhhhh, il rumore delle portiere che si aprono mi riporta alla realtà: dopo qualche secondo di immobilità vedo un bastone trepiede che tremolante sonda il terreno…(continua)

giugno 13, 2009

ferie

giugno 13, 2009

forch

Ancora sofferente dai postumi della cena afrodisiaca di ieri sera (postumi dovuti alla nostra onnipresente vena altruista che ci ha costretto a sostenere l’economia cubana scollandoci un quantitativo non indifferente di Rum Havana), vi posto il menu completo.

Magari vi può essere di spunto per risollevare dalle ceneri un compagno un po’ distratto oppure anche solo per farvi una gustosa scorpacciata in buona compagnia.

Premetto che è stata la mia Prima Volta per la maggior parte delle pietanze preparate, che però non presentano grande difficoltà.

Antipasto di formaggi misti

Pecorino Toscano proveniente da piccola azienda agricola biodinamica a conduzione famigliare e formaggio di montagna di un maso della zona di Collepietra)

accompagnati da

Humus di ceci, Humus rosso di ceci, Chutney (composta agrodolce di frutta, cipolle e spezie) e Laban di melanzane, pane e focaccia.

Riso Nasi Goreng (riso indiano profumato con gamberetti, cipolle e spezie)

accompagnato da un saporito

curry di peperoni, ananas e latte di cocco

Panna cotta al caffè e cardamomo con ananas saltate nel burro speziato

Ovviamente tutto speziato e condito con spezie ed erbe varie – e spero efficaci al loro scopo.

Le amiche del Teroldego hanno portato un

Prosecco di Valdobbiadene ed – ovviamente – il Teroldego.

Magrovie si è improvvisata bar-woman ed ha mixato

Mojito (lime, hierba buena, rum, ghiaccio, acqua) a tutt’andare.

Le amiche hanno seguito il consiglio e si sono organizzate il dopo-cena (mentre io lavavo i piatti, l’effetto afrodisiaco probabilmente è precluso a chi cucina…).

Aspetto riscontri – positivi spero!

Sgonfiare gli entusiasmi

giugno 12, 2009

Boom!

A rigore di logica, visto che l’onestà prima di tutto, evviva la sincerità, la verità ti fa male lo sai ma quando ci vuole ci vuole:

lo scoop del post precedente è appunto uno scoop e come tale, a contatto con un oggetto appuntito, fa scopp! Boom! Puff! Capito?

Trattasi di una strategia di marketing vincente: ti gonfio il prodotto e te lo vendo come tale, gonfio ma senza grandi contenuti, poi quandolo scarti ti si rivela quello che è:

una fregatura, una montatura, una presa per il culo!

Vabbè, per un po’ ho fatto sognare me e voi, oppure rodere dall’invidia, oppure ho suscitato pena per il peso non indifferente da sopportare.

Il compagno è ancora depresso per l’effetto “prima-dopo-prima”: dice che in effetti mi mancano due caratteristiche per essere una compagna ideale, e non sono la deficienza e l’attitudine a rompere i coglioni.

(Il tutto è nato perché Oscar aveva chiesto la foto della maglietta vinta da reditugo e me in occasione del concorso “Fiat Palio Weekend” ma secondo me – e qui caro Oscar faccio appello al lato disonesto che forse c’è pure in te – se fossimo solo un po’ più napoletani e meno svizzeri, un bel “bisniss” salterebbe fuori!)

Piccola interruzione pubblicitaria

giugno 10, 2009

Ultimamente mi sentivo un po’ così, non so se avete presente, un po’ insoddisfatta, a tratti triste, spesso nervosa, un po’ bizzarra.

L’umore altalenante, di solito verso il basso.

Mi sentivo  bruttina, poco visibile, scialba.

In mezzo alla folla mi perdevo, nessuno mi considerava o guardava con occhio interessato.

L’età che avanza? I grassi accumulati in basso a scapito della calma piatta e deprimente in alto ? L’aurea negativa? Il declino generalizzato?

Non trovavo risposte alle mie innumerevoli domande, c’era solo la considerazione che anche mettendomi in gangheri e tirando fuori il meglio di me, nessuno pareva rimanere colpito, Cupido scagliava le sue frecce altrove, Eros dormiva il sonno dei giusti, Saffo aveva di meglio da fare, mi sentivo la Venere di Botticelli rinchiusa nel guscio dell’ostrica che rifiutava ostinatamente di aprirsi.

Poi tutto è cambiato.

E’arrivata la maglietta di Oscar.

Ora – quando giro per strada facendo sfoggio della T-Shirt – tutti mi guardano, anzi di più:  gli occhi strabuzzano,  le lingue pendono,  si innalzano battaglieri i cavalli.

Se prima passavo inosservata, ora sono sempre al centro dell’attenzione, se prima mi sentivo di contorno, ora sono diventata il piatto forte della situazione.

Piovono inviti, proposte, doppi sensi.

Non ho ancora capito bene quale sia il motivo di tale cambiamento di atteggiamenti nei miei confronti ma sto indagando.

Intanto vi mando la foto di me con la maglietta, mentre voi vi godete la faccia stralunata di Oscar io penso a cosa possa essere successo e perché il miracolo avviene solo quando indosso la maglietta di Oscar.

Che hai da guardare???

Che aggiungere?

Quando si dice il …Max!

giugno 7, 2009

maxgazze

Ieri sera Mangrovie, impavida nonostante la pioggia tipicamente della stagione nella brughiera scozzese, il freddo da primavera islandese (e nemmeno tanto bella), il vento à la Côte de la Normandie (si vede che ho bisogno di un cambio di coordinate, eh?) ha inforcato il suo cavallo di ferro ed ha pedalato (ovviamente controvento) fino ai prati del Talvera, dove – opportunamente protetto da un tendone anti-monsonico – si sarebbe svolto il concerto di tale Max Gazzè, artista poliedrico e piuttosto apprezzato dalla qui presente. Meriti artistici suoi a parte, Mangrovie ha deciso che al concerto ci sarebbe andata da sola. Sola, soletta, eh!

Me, myself and I, come si suol dire, il che è tutto un programma. L’amica che di solito si accompagna a queste uscite musicali era su un palco a sua volta, a battere i piedi al ritmo del flamenco, essendo lei una talentata ballerina del genere ispanico.

Allora via, attraverso il muro di pioggia, sulla ciclabile buia e vuota appunto per via del tempaccio, verso sonorità che avrebbero non solo appagato il mio udito affamato di buona musica ma riportato indietro di qualche anno, quando decisi di andare a vivere da sola, e la colonna sonora di “La favola di Adamo ed Eva” fece da sottofondo al mio primo assaggio di libertà, al varcare la soglia che dall’atmosfera protettiva della casa materna mi avrebbe proiettato verso l’ignota ma desiderata indipendenza.

Arrivata alla meta sembravo più una groupie fanatica di Marylin Manson (i cui manifesti con immancabile dito in bocca e pupilla anfibia stanno tappezzando la nostra città e mi destano una certa ilarità), visto il mascara colato ed i capelli incollati alla testa, mettiamoci pure l’aria afflitta e rassegnata di chi nella stessa giornata era stata vittima di ben 3 acquazzoni tropical-siberiani.

Tendone gremito ma atmosfera tranquilla e rilassata. Il concerto si svolgeva nell’ambito dell’ “Upload Festival”, una manifestazione che permette a gruppi emergenti di esibirsi in pubblico. Perciò tra ragazzini scatenati e genitori emozionati c’era un po’di tutto. Mai avuto un culo del genere nella mia vita concertistica (da spettatrice passiva, ovviamente): entrata gratuita e posto favorevolissimo da cui avevo una visione ottimale del palco.

Inizia il concerto ed eccomi dunque li, a godermi le sonorità rock mischiate alle dolci melodie del quartetto di archi in sottofondo, le influenze della musica elettronica (i più vissuti ricorderanno i Kraftwerk a cui è stato dedicato un tributo) con il Raeggae, il tutto condito da ironiche proiezioni di sfondo (il cantante stesso che interferiva ed interveniva con la musica suonata). Pezzi recenti mischiati appunto alle canzoni memori degli scatoloni del trasloco. Dite quello che volete, ma secondo me qui si parla dell’unico degno erede del grande Battiato.

Finito il concerto ho ritrovato alcuni amici ed abbiamo deciso di andare a vedere cosa offriva il Museion, il neonato museo di arte moderna, che festeggia in pompa magna il suo primo anno di attività ed i suoi primi milioni di buchi nel bilancio.

Due Dj mixavano stili diversi, mentre tutti ballavano e si facevano trascinare dai ritmi elettronici, mi trovavo più intrigata dal fatto che per calmare la sete ci fosse un ben fornito bancone self-service, pieno di bottigliette di H2O, acqua insomma. Meraviglia, nel paese della birra paglierina, del Magdalener rubizzo e delle grappe variopinte una serata alcol-free!

Per un attimo mi sono rabbonita e stavo rivalutando le figure di Gigi e del Luis, i quali – cercando di salvaguardare la salute dei propri elettori (che se li ubriacavano in vista della giornata elettorale era meglio, magari qualche crocetta confusa se la guadagnavano…) – offrivano un’alternativa all’onnipresente sballo alcolico finesettimanale dei giovani altoatesini. Non sono poi tanto pessimi, insomma!

Ma Mangrovie, che nemmeno in un bunker scosso da bassi violenti riesce a perdere la sua indole rompicoglioni, va a leggere l’etichetta della bottiglietta rigorosamente in Pet, recante il logo dell’ “Upload Festival” e che ti scopre? Che la regione con la miglior qualità dell’acqua potabile a livello nazionale, la città con la miglior acqua a livello provinciale, per dissetare i frequentatori delle manifestazioni sponsorizzate dalla ricca Provincia di Bolzano si fa portare l’acqua da Frosinone!

Quando si dice il max dell’idiozia, insomma!

Piaceri carnali…senza carne

giugno 2, 2009
La nascita di Venere di Sandro Botticelli, 1485

La nascita di Venere di Sandro Botticelli, 1485

Per la cena di venerdì prossimo, care amiche del Teroldego, ho ritenuto  utile e corretto avvisarvi affinché potiate portarvi avanti con i lavori, cercarvi il vostro personale Adone ed organizzarvi per bene, visto che si tratterà di una

cena afrodisiaca

bell’e buona.

Perciò, per evitare che il languorino pre-prandiale si trasformi in un’insaziabile fame post-cena, vi consiglio di prendere accordi preliminari affinché tutti i sensi ne escano soddisfatti.

Ho intenzione di rapirvi, amiche dall’animo vagabondo, in un viaggio culinario, un viaggio che tramite sapori ed odori ci porterà attraverso l’Italia per raggiungere  l’India passando per il Medioriente, culla delle spezie e dei profumi che vi delizieranno in questa serata in cui i nostri sensi toccheranno apici goderecci.

Per raggiungere tali scopi attingerò alle cosiddette “erbe proibite”, erbe che in tempi non molto remoti venivano vendute sottobanco perché dall’effetto “afrodisiaco” e perciò considerate pericolose per la morale:

Basilico( Ocymum basilicum)– la foglia della passione, pianta sacra in India, per gli Egizi e per i Galli. Boccaccio ne parla nel “Decamerone” dove fa seppellire ad Elisabetta da Messina, eroina della storia,  la testa del suo amante in un vaso di basilico annaffiandolo con le sue lacrime. L’azione sedativa,  antimicrobica ed antinfiammatoria la rendono utile nelle lunghe notti d’amore.

Cannella (Cynnamomum zeylanicum) dolce ed avvolgente, già gli egizi la usavano per le imbalsamazioni perchè rende durevole la carne, il che è tutto dire…

Cardamomo (Elettaria cardamomum), spezia di origine asiatica che nei riti tantrici simboleggia lo yoni, i genitali femminili.

Chiodi di garofano (Caryophyllus aromaticus) aromatico e piccante, per stordire di piacere le papille

Curcuma (Curcuma lunga) spezia indiana dal sapore amaro e colore giallo, va usata con parsimonia per non annullare  gli altri sapori. Effetto stimolante e perciò adatto al tenore del menù.

Lavanda (Lavendula vera), il cui sapore amaro e piccante può rovinare un piatto, ma messo sotto il cuscino del letto in cui si farà l’amore fa miracoli.

Melissa (Melissa officinalis) non è ne menta ne limone, rinvigorente

Menta (Mentha viridis) già citata da Shakespeare come stimolante per gli uomini di mezza età, profuma l’alito il che in determinate situazioni può essere utile.

Noce moscata (Miristica fragrans) nel medioevo veniva chiamata “stupefacente dei poveri” perché se ingerita in dosi elevate altera la coscienza.

Origano (Origanum vulgare) indispensabile nella cucina mediterranea, un manciata nell’acqua calda della vasca trasformerà il bagno in un’esperienza erotica (meglio se in due nella vasca, perciò!)

Pepe (Piper nigrum) procura allegria ai vedovi e mitiga l’impotenza dei timidi, anche questo da mettere sul cuscino del letto…

Prezzemolo (Petroselinum hortense) aggiunto alla pozione magica permetteva alle streghe di volare, chissà a noi befane che effetto farà!

Zafferano (Crocus sativus) dal colore giallo intenso e dall’effetto stimolante, ma attenzione, metterne in grande quantità non aumenta lo stimolo, anzi:  l’uso di 20 g. al dì di zafferano può anche risultare mortale!

Zenzero (Zingiber officinalis) piccante, induce alla lussuria sfrenata.

Per ovvie cause ho tralasciato alcuni ingredienti quali la

Senape (Brassica nigra) che – secondo antiche credenze – per avere effetti utili alla potenza dev’essere strofinata sul membro maschilee perciò se in teoria è afrodisiaca in pratica non credo.

Salvia (Salvia officinalis) perché aumenta la fertilità e credo che in tal senso abbiamo già tutte dato…

Tali ingredienti saranno utilizzati da mano attenta e sapiente per trasformare ogni piatto in una bomba ad alto potenziale afrodisiaco nonché prelibatezza culinaria.

Per i gastronomi che so amare bazzicare da queste parti, il menu al completo – per non rovvinare sorprese ed attese – verrà pubblicato a cena avvenuta…magari con alcuni piccanti commenti delle commensali.