Archive for dicembre 2009

Mò son cocci nostri!

dicembre 31, 2009

Bolzano è una città ricca.

Magari non di ingegno, ma ricca.

Bolzano è ricca, ma talmente ricca che una famiglia composta da tre obesi elementi affetti da una finora sconosciuta mutazione genetica che non solo ne deturpa i volti ma – a giudicare dall’espressione ebete – probabilmente ne compromette anche le facoltà intellettive, viene ospitata in una bellissima e verdeggiante area in piena zona VIP, al sole perenne ed al silenzio quasi assoluto, con una stupenda vista sul Virgolo, luogo da loro anelato durante un delirante sogno.

Bolzano è ricca, talmente ricca che un’altra famiglia composta da diversi componenti da anni integrati nel tessuto sociale viene ospitata in un’ex-area per cani (dove si portano a fare cagare i cani nel rispetto della legge, per intenderci), stretta tra la linea ferroviaria del Brennero e l’Arginale di Bolzano che collegano entrambe il sud ed il nord Europa, sovrastati dall’A22 che a sua volta adempie allo stesso compito permettendo il giornaliero passaggio di migliaia di rombanti ed inquinanti TIR, immersa nell’ombra perenne a causa della sua sfortunata posizione e dannata dai proprietari dei cani che ora devono cercarsi altri pascoli per i loro quadrupedi.

Bolzano è ricca.

Non di amministratori sensati, purtroppo.

Già. Perché la prima famiglia è completamente in PVC e serve a pubblicizzare ulteriori cocci “Made in China”.

La seconda è una famiglia di sinti che dopo essere stata sfrattata dall’area da loro a lungo occupata è stata sistemata in quel luogo poco decoroso.

Non so perchè, ma in mezzo a tanta ricchezza mi assale la miseria.

(foto tratte dall quotidiano Alto Adige)

She was a cosmic girl!

dicembre 28, 2009

Giovedì mattina, ore 09.00.

Mi sveglio con un mal di testa tremendo, una nausea orripilante, apro gli occhi e tutto inizia a girare, di mettermi seduta nemmeno pensarci.

Raffredore?

Suina?

Gastroenterite?

Svetlana!

Porcacci miei, mi ha fregato di nuovo! Dev’essersene uscita a tradimento, magari mentre ero impegnata con gli (notare il plurale!) aperitivi. Oppure dopo, a cena, mentre traccanavo quell’ottimo vino siciliano che aiutava a sopportare meglio il gusto di quelle orrende fettuccine al glutammato. Magari dopo, quando il cameriere, imprudentemente, ha lasciato la bottiglia di limoncello scadente sul tavolo (ma ormai che fosse scadente o meno non ce ne importava più molto). Limoncello che dovevo bere per non rimanere soffocata dalla Nutella che – sempre l’imprudente cameriere – ha lasciato sul nostro tavolo.

A pensarci bene a quell’ora devo già essere stata posseduta da Svetlana, io di solito la Nutella non la mangio. Ecco, dev’essere stato allora che la brava ragazza che sono di solito è stata barbaramente e meschinamente soppressa da quella scalmanata.

Fatto sta che il programma della serata doveva essere portato a termine e Svetlana non si è certo fatta pregare: musica Afro con il (ormai parecchio invecchiato ma sempre bravissimo) Dj Baldelli, mito tra i vecchi frequentatori di discoteche del genere.

Svetlana ha ballato parecchio quella notte. Ne porto ancora i segni sotto forma di vesciche ai piedi, d’altronde è colpa mia, conoscendola dovrei uscire con le scarpe da footing. Svetlana ha pure fatto qualche tiro da una sigaretta strana di qualcuno fino a poco prima sconosciuto, cosa assolutamente deprecabile che l’Alter Ego predica come azione “da non fare MAI” alle figliole.

Era messa meglio quella sfigata di Cenerentola! Almeno lei a mezzanotte tornava se stessa e scappava verso casa rimettendoci solo una scarpetta.

A proposito, volete sapere chi erano le altre?

Vi basti sapere che il loro nome in codice è Samantha e Deborah (con la acca)!

Attenti quando le incontrate!

Fragili equilibri

dicembre 22, 2009

Il difficile non è essere intelligenti, ma sembrarlo.
(Luc de Clapiers Vauvenargues)

La sapienza mi perseguita, ma io sono più veloce.
(Lupo Alberto)

Gli anni caldi del terrorismo in Alto Adige – gli anni compresi tra il 1956 ed il 1988 in cui venivano fatti saltare i tralicci e non solo – sono passati da tempo, i terroristi non solo sono stati incarcerati ma la maggior parte di loro già graziati, riabilitati e dimenticati.

Da decenni italiani e tedeschi (i ladini in questi argomenti non si immischiano, loro se ne stanno nelle loro valli a tagliuzzare statuine e salassare turisti, del resto se ne fregano) convivono più o meno pacificamente (a parte qualche italiano che smadonna su per i crozzi per via dei cartelli rigorosamente in tedesco) – o almeno così ci è dato credere.

Si. Perché a volte ci sono dei piccoli segnali che fanno capire che l’armistizio linguistico è un po’ come una sottile crosta di ghiaccio su di un lago ghiacciato. C’è, magari ti regge pure per un pò, ma scricchiola pericolosamente e non sai mai quando si rompe facendoti cadere nell’acqua ghiacciata a gelarti il culo.

Per esempio oggi l’ho sentito, questo crepitio. Ero in una libreria del centro, una di quelle che vende libri italiani. Si perché a Bolzano ci sono librerie che vendono testi tedeschi e quelle che vendono il corrispondente in italiano, per i bilingui come me è un pellegrinaggio da una all’altra. Ero li e mi vergognavo tremendamente perché volevo comperare un libro per un’amica – un libro prestatomi a sua volta da un’amica (se stai leggendo: non l’ho dimenticato, te lo torno, giuro!) che mi piacque tantissimo.

Mi vergognavo perché, ahimè, avevo dimenticato il nome dell’autore, deficit grave per un topo da biblioteca come me che di solito si vanta di sapere nome, autore, casa editrice a volte anche l’anno di pubblicazione di molte opere. Pensa che ci ripensa il nome non mi viene in mente, sugli scaffali ovviamente non vedevo il libro, la commessa mi sorride e mi dice:

“Prego?”

“Ehm, ecco, guardi, mi vergogno tantissimo…”

Lei, con uno sguardo complice mi sussurra: “Mi dica…”

“Ecco, il fatto è che vorrei un libro…”

“Aha, ho capito…la sezione dei libri erotici?”

Oddio, questa mi conosce??

“No, guardi, un libro del quale purtroppo e malgrado tutta la buona volontà non ricordo l’autore”.

(Con tono deluso) “Non c’è problema, guardo nel pc, mi dica il titolo.”

“Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano”

Tic tic tic “Schmitt, Eric Emmanuel – dovrei averne una copia” e va a prenderla.

Ero a disagio, mi sentivo un cactus in una serra di orchidee: in mezzo a tanti capolavori, tanta conoscenza, tante parole, tanti pensieri – io non ero in grado di ricordare un semplice nome. A parte lo smacco…che figura di merda!

Prendo il libro, come al solito ci aggiungo qualcosa per me e mentre aspetto di pagare, a testa bassa, ancora convinta di essere riconoscibile – di avere una A(sino) scarlatta affissa al petto, entra un distinto signore e chiede alla commessa di prima:

“Haben Sie Sudoku?” (Traduz: “Avete Sudoku?”)

Lei (tono stizzito e rigorosamente in italiano): „Mi dispiace, non abbiamo libri in tedesco!“

Ed io che pensavo di aver fatto la figura dell’ignorante!

P.s. Consiglio vivamente la lettura del libro di cui sopra da cui è stato pure tratto un  film (di François Dupeyron con Omar Sharif in tutto il suo maturo splendore) che nulla toglie al libro.

Bye, bye, Gigi!

dicembre 17, 2009

Non fosse che sembrerei una triste copia di una Marilyn montata pure all’incontrario (seni gonfi e caviglie snelle lei, io esattamente l’opposto…), mi infilerei un vestitino di lycra, prenderei sottobraccio uno di quei favolosi canoni sparaneve piazzati davanti alla stazione l’anno che fu e probabilmente autorizzati da lui medesimo, mi piazzerei davanti al municipio di Bolzano/Bozen e mentre il canone mi sparerebbe aria gelida su per le mutande con un sospiro ed una voce da “appena caduta dal letto presidenziale” intonerei un voluttuoso:

“Bye, bye Gigi, bye bye…”

Mi parerebbe il modo più adeguato per salutare il nostro sindaco ormai uscente, Gigi, in arte Luigi Spagnolli che con un ultimo sprizzo di amor proprio ha qualche giorno fa annunciato che si, lui se ne andava, gettava la spugna, non si ricandidava, porco mondo infame! Decisione saggia, ha risparmiato a tutti coloro che storicamente votano a sinistra lo smacco di  trovarsi davanti ad una scheda elettorale e contemporaneamente davanti ad un baratro: non votare? Cambiare linea politica? Scrivere: Laurenzio ti amo??

In fondo Gigi ha rotto un po’ le palle a tutti ed a nessuno, con le sue prese di posizioni mai prese, i sui sni-no-si-boh, il suo essere dappertutto ma mai al momento giusto ma soprattutto, per chi come me ama la natura, per il suo rapporto schizofrenico che aveva con quest’ultima.

Magari lui si aspettava che dopo il suo annuncio-shock si levassero cori di voci disperate che lo imploravano a restare, ma un Elmar Pichler Rolle lievemente dispiaciuto non fa la differenza e perciò il Gigi non ha nemmeno tentato di ratificare.

Ora verrà il difficile: dovrà trovarsi un  lavoro vero, uno di quelli in cui contano le esperienze e le competenze. Il posto di direttore al Parco dello Stelvio – per la fortuna di Yoghi, alberi e cervi – è già occupato. Dichiara di non voler fare il dipendente comunale, il settore giardineria meglio che lo lasci perdere a priori…non so proprio cosa possa fare Gigi quando terminerà il suo primo ed ultimo mandato.

Magari qualcuno ha una proposta o un posto da offrirgli.

Fatevi avanti, se non per lui almeno fatelo per chi dovrà poi sopportarlo a casa, triste ed annoiato!

Canino!

dicembre 14, 2009

“Alla fine avevano vinto loro. Ma loro chi? Salvatore Chiatti si addormentò con una domanda da portarsi nell’aldilà”

(Nicolò Ammaniti – Che la festa cominci)

Ci risiamo: tutti parlano del naso del signor B. ma a nessuno importa della mia gamba. Più precisamente del mio polpaccio sinistro.

Che gli è successo? Nulla, ma solo grazie alla mia proverbiale presenza di spirito nonché ad un dribbling spontaneo ed un agilità fino ad allora a me sconosciuta.

I fatti: correvo, ignara del dramma che si stava avvicinando sotto forma di due esseri impellicciati. Uno di suo (il cane) dimostrando perciò un DNA nettamente superiore a quello dell’essere attaccato all’altra parte del guinzaglio: donna di mezza età impellicciata ed arrampicata su tacco 10 cm nonostante la fanghiglia  circostante.

Correvo, persa tra i miei pensieri, credo che l’i-pod stesse suonando “Perfect day” di Lou Reed e tra non molto avrei scoperto che come al solito la teoria è piuttosto distante dalla pratica. In teoria la giornata era perfetta, cielo terso, temperatura abbastanza mite per essere inverno inoltrato, in pratica ero stanca morta, non vedevo l’ora di buttarmi sotto la doccia, i muscoli bruciavano, il respiro sibilava in modo preoccupante. Poco distante, con la coda dell’occhio, vedo venirmi incontro i due esseri di cui sopra, io li vedo perciò anche loro hanno visto me. Perciò – mancando l’effetto sorpresa – non mi spiego come mai il cane – maschio nero, taglia grossa, denti aguzzi come avrei tra poco scoperto – al mio passaggio, disturbato o irritato da non so cosa, scatta in avanti, tira il guinzaglio modello 3 metri estensibile fino a 8, abbaia, ringhia, si precipita deciso verso il mio polpaccio e per un pelo non me lo addenta.

Talmente vicino che gli ho visto non solo i canini affilati ma anche le tonsille che ballavano sospinte dal suo fiato caldo nonché dal suo ringhiare minaccioso.

Ora, capisco che il mio polpaccio da terzino mancato potrebbe far gola ed ispirare un morso affettuoso durante un gioco amoroso, ma il cane non mi pareva per nulla affettuoso ne malnutrito, anzi. Comunque grazie ad una sinergia di fatti fortuiti – la signora, vacillando sui suoi tacchi vertiginosi e rischiando di cadere è riuscita a trattenere la belva feroce proprio mentre io con uno raro scatto felino scartavo verso destra – il polpaccio se n’è uscito indenne ma il cuore, già sottoposto a dura sollecitazione, galoppava come SHARSTAR  in dirittura d’arrivo all’ultimo gran premio di Merano. Al cardiopalma!

“Ma porca zozza! Signora, poff-poff, potrebbe tenere meglio il suo cane per favore???”

“Eh va bè, stia calma, cosa vuole che sia???”

“Stia calma a me? Poff-poff – lei se ne va in giro con un cane idrofobo- poff-poff – che manco riesce a trattenere e dice a ME di stare calma??”

“Eeeeh va bè, non so cosa gli sia passato per la testa, magari gli ha ricordato qualcuno che gli ha fatto un torto…”

Dopo aver caldamente consigliato alla signora di prendersi un barboncino più in linea con il suo modo di essere ho ripreso la mia corsa e mentre arrancavo pensavo che bello che sarebbe essere un cane, se qualcuno ti sta sui coglioni ho ti ha fatto un torto lo azzanni alla gamba e risolvi la diatriba senza rincorrere a diplomazia ne discussioni inutili.

Magari ti becchi una slegnata a tua volta, ma vuoi mettere la soddisfazione della sensazione del polpaccio morbido della persona detestata tra i tuoi canini aguzzi ??