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Piccoli particolari

novembre 1, 2010

Nei giorni dei morti, delle streghe e dei spauracchi vari torna pure la Mangrovie, terrore di ogni letterato, professore di grammatica/ortografia/sintassi nonché dei ben pensati. Mangrovie la quale non era caduta vittima di un’improvviso ad improbabile ripensamento culturale che magari le avrebbe saggiamente suggerito di darsi alla pittura di paesaggi con l’acquarello o magari al crochet ma più semplicemente è dovuta soccombere (e tuttora soccombe) ad un lungo e snervante trasloco che l’ha portata a sconnettersi prima e riconnettersi poi – dopo mille difficoltà e due mesi di assenza cibernetica.

Insomma, la Mangrovie trasloca e decide che – visto che le ore passat davanti al pc le stanno rubando un sacco di tempo prezioso in cui avrebbe potuto o potrebbe fare cose molto più piacevoli e creative – nella nuova casa non installerà più nessun pc. Grandiosi – nonché nobili – intenti. Infatti! Talmente nobili da non far parte del bagaglio genetico di questa terrena donna che dopo due mesi in cui ha potuto assaporare il suo prezioso tempo libero ha avuto la conferma di ciò che forse intrinsecamente già sapeva: che di tutto questo prezioso tempo libero non sapeva cosa farsene.

Allora Mangrovie ha dato fondo alle sue finanze, ai suoi duramente guadagnati quattr….

Un momento, il compagno mi interrompe chiedendomi un po’ di sincerità riguardo a come ho reperito i fondi necessari all’acquisto del laptop il quale mi ha permesso di uscire dal mio piccolo mondo per riconnettermi con il grande world wide web.

Ammetto, non ho seguito i soliti onesti e corretti cannoni . D’altronde l’acquisto di una nuova casa non è il momento migliore per sperperare ulteriori quattrini in diavolerie tecnologiche ma ormai ero arrivata ai tipici sintomi di astinenza tecnologica quali tosse cavernosa, naso rosso, aumento della secrezione di muco nasale, naso rosso e screpolato. Certo, gli altri facevano presto a dirmi che si trattava di un semplice raffreddore, io l’avevo capito che invece si trattava di qualcosa di più serio. Anche perché non riuscivo più a liberarmi del già più volte citato nugolo di parole e pensieri che mi intasano i neuroni già pesantemente compromessi, perciò la soluzione era solo una: bypassare il problema del vecchio pc inscatolato e depositato non si sa bene dove con un nuovo e fiammante laptop.

“Si, va bene, racconto del raggiro” (al compagno che insiste sulla versione corretta dei fatti!)

Allora, nella nuova casa bisognava demolire un muro per poi ricostruirlo da un’altra parte (idea mia, ndr). Il compagno insisteva che il lavoro fosso svolto da dei muratori che ci avevano pure fatto un preventivo orrendamente alto. “Eh no, caro mio, bisogna risparmiare, il lavoro ce lo facciamo noi (sottinteso ma non captato: lo fai tu con qualche tuo amico di buona volontà). E dai e dai convinco il compagno a demolire il muro a mazzuolate e di ricostruirlo faticosamente pochi metri più in la.

Dopo giorni di duro lavoro, di mattoni, di malta e di cazzuola, di parolaccie (sue!), di dolori alla schiena (sua!), di polvere e detriti, il muro era al suo posto (ormai denominato “muro del pianto”) ed i soldi in banca invece che nelle tasche degli operai. Per poco. Perché li ho subito investiti in questo pc. Quando sono tornata a casa con la scatola sottobraccio, il compagno (con occhio stanco e palpebra cadente dovute a dure settimane di doppio lavoro) mi ha lanciato uno sguardo incuriosito accompagnato dalla temuta domanda:

“Ma non dovevamo risparmiare?”

A quanto pare mi ero scordata di un piccolo particolare, di dirgli che dovevamo risparmiare per il mio pc.

Piccoli particolari che però riescono a provocare grandi cazzuolate.

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